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L'esordio di Ncd

Sotto il 6% per Alfano sono guai

Sotto il 6% per Alfano sono guai

Le Europee sono una questione di vita o di morte per Ncd, oggi alle prese col suo primo test elettorale nazionale, che certificherà la sua presenza sulla scena politica italiana o la sua sparizione. Un bivio drammatico per Angelino Alfano, che alla conferenza stampa del battesimo annunciò la corsa solitaria alle Europee. Ma col passare dei mesi e lo sgocciolare dei sondaggi, ha deciso di armarsi di Scudocrociato alleandosi con l’Udc per superare la soglia del 4%. Lo spauracchio dello sbarramento ha smesso di agitare il sonno degli alfaniani, ma non del tutto. E se un dirigente di primo piano di Ncd alla vigilia del voto ostenta ottimismo sul risultato, «mi aspetto intorno al 6%», un suo collega si aggrappa scaramanticamente al più prudente «primum vivere craxiano».

Sono quattro i possibili futuri del Ncd. Il primo, quello più funesto, è che non arrivi nemmeno al 4%: responso delle urne che ucciderebbe il neonato in culla. La seconda ipotesi è che superi di poco lo sbarramento: il minimo sindacale per dire al mondo politico «io esisto», ma non sufficiente a sottrarre la golden share del centrodestra a Forza Italia, né ad aumentare il proprio potere negoziale al governo.
«Superare il 6% è un'altra storia», immagina un deputato Ncd della commissione Lavoro, «significa avere la forza che ci è mancata in questi mesi di imporre i nostri temi dentro il governo e diventare il punto di riferimento di una ricostruzione del centrodestra». C'è poi la quarta ipotesi: Ncd vicina all'8%, che tutti sognano e in cui alcuni sperano davvero. «Cambierebbe radicalmente tutto», ipotizza un dirigente, «diventeremmo una forza attrattiva, il punto di riferimento dell’area moderata, veramente competitiva rispetto a una Fi in declino irreversibile».
Le regioni in cui gli alfaniani puntano a raggiungere l’8% sono: Sicilia, Calabria, Abruzzo, Puglia, Friuli e Veneto. E contano di raggiungere un buon risultato anche in Lombardia.

Certo, come nel calcio, molto dipende dal punteggio altrui. Il sogno di Alfano è che Fi precipiti sotto al 18%, che Grillo non superi Renzi e che quindi il Pd tenga, ma non troppo. «L’ideale, con noi al 6%, è che il centrosinistra arrivi massimo al 31%», è l'auspicio dentro Ncd, «così da essere decisivi per il governo, consentendogli noi di andare avanti».
Alfano & C. sperano pure «che questo governo resti in piedi anche con un risultato straordinario del M5S». Ma il rischio che un exploit di Grillo terremoti Palazzo Chigi con tutti i suoi inquilini, Ncd compreso, c'è.

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    27 Maggio 2014 - 12:12

    Ma parlate ancora di "NESSUNO"? Ncd farà la fine dell'Udc.... alle politiche scompare!

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  • gregio52

    26 Maggio 2014 - 19:07

    Se non ci fosse stato il supporto dell' UDC e i voti di Cesa voi sareste stati il peggior partito della destra. O meglio altro che la Nuovo Centro Destra....

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  • nik-nak

    26 Maggio 2014 - 11:11

    Questa mezza figura di pseudopolitico, che vive e opera solo per conservare il più a lungo possibile la POLTRONA' è ormai politicamente finito. Andrà a fare compagnia ad altri suoi degni colleghi, capitanati da Fini. Solo la stampella di quell'altro raffinato poltronista di Casini lo ha salvato dal baratro. Se avessero un minimo di dignità dovrebbero cambiare mestiere e Paese.

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  • encol

    26 Maggio 2014 - 11:11

    La sconfitta è di 360° per scelte SBAGLIATE-

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