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Che c'azzecca?

Renzi regala alla Boschi lo spot coi bambini del Congo

Maria Elena Boschi e uno dei bambini adottati

Maria Elena Boschi aveva confidato in un’intervista di desiderare tre bambini, Matteo Renzi gliene ha dati 31. Per poco, il tempo di un volo dal Congo all’Italia, ma il vero regalo è la passerella che il ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento ha inspiegabilmente ricevuto in dono dal premier. Stamattina, alle 9.45, la Boschi scenderà infatti dall’aereo di Stato con i figli di quelle 24 coppie italiane che da quasi un anno erano dolorosamente incastrate in un calvario burocratico che sembrava non avere epilogo. Quando il ministro per le Riforme scenderà oggi la scaletta del velivolo arrivato sulla pista dell’aeroporto militare di Ciampino, al centro di una raffica di flash di fotografi e con le telecamere puntate sulle guance rigate dalle lacrime delle 24 mamme in attesa, i veri ministri titolati a stare lì se la prenderanno ancora di più di quanto non abbiano fatto finora.
Ad annunciare che la difficile situazione congolese era stata sbloccata era stato Renzi in persona con un twitter. Due giorni fa, il premier scriveva sul social network: «Ho appena dato il via libera: un aereo della Repubblica italiana parte per il Congo per riportare i bambini adottati bloccati da mesi #acasa». Una notizia bellissima, per quelle famiglie e per coloro che avevano seguito le difficili tappe dei genitori volati in Congo e rimasti lì senza soldi né vaccini, mentre i loro figli erano intrappolati a Kinshasa per la mancanza del nulla osta da parte delle autorità congolesi.
La brutta avventura per questi nostri connazionali, come aveva rivelato Libero sette mesi fa, era esplosa lo scorso settembre, quando da Kinshasa avevano deciso di sospendere il rilascio del nullaosta per tutte le adozioni internazionali, per sospetti di procedure irregolari che, secondo quanto riferito dalle stesse autorità congolesi, non riguardavano l’Italia, che anzi rappresenta un modello di virtù. Nel calderone erano finiti anche i casi di questi 31 bambini, nonostante le carte per affidarli ai nuovi genitori fossero state tutte espletate con cura e approvate dalle autorità congolesi. Due mesi dopo, quindi, per cercare di arginare l’intoppo meramente burocratico, anche l’allora ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, che aveva la delega alle adozioni internazionali, era tornata nel suo paese d’origine ricevendo assicurazioni su una conclusione positiva e rapida dell’iter adottivo. Invece non se n’era fatto nulla. Di più, la repubblica democratica del Congo aveva invitato i genitori rimasti per due mesi nelle case famiglia insieme ai loro figli, a lasciare il paese. E di farlo in silenzio, senza più parlare con i giornali: altrimenti avrebbero rischiato di non potere mai abbracciare quei bambini che ormai avevano fatto breccia nel loro cuore.
Dopo quasi un anno, dopo trattative riservate e lavori di sponda, a prendere gli applausi, i flash e forse i meriti del successo sarà inspiegabilmente Maria Elena Boschi. Un regalo di Matteo Renzi, che probabilmente ha condotto questa battaglia in solitaria e ha poi deciso di fare dono della passerella alla bella ministra. Anche se, per logica e buon senso, oggi a Ciampino avrebbero dovuto esserci il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, o Matteo in persona, dato che le deleghe per la Famiglia sono rimaste alla Presidenza del Consiglio.

di Roberta Catania

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