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I numeri della crisi

Istat 2013, Italia in declino: record emigrazione e boom di genitori disoccupati

Istat 2013, Italia in declino: record emigrazione e boom di genitori disoccupati

Il rapporto dell'Istat 2013 fotografa un'Italia in declino. Le nascite sono al minimo storico negli ultimi 20 anni con meno di 515 mila, 12 mila in meno del 1995. Aumenta l'emigrazione con il picco del 2012 di 68 mila (+36% in un anno) il numero più alto in 10 anni, mentre in cinque anni sono andati via circa 100 mila giovani, di questi più di 6 mila sono laureati. I disoccupati sono arrivati a 6,3 milioni, gli occupati in cinque anni sono calati di quasi 2 milioni. E preoccupa il dato di madri e padri di famiglia rimasti disoccupati che è cresciuto di mezzo milione. Il divario tra Nord e Sud è sempre più marcato, con il dato di occupazione giovanile (under 35) doppio al Nord (50%) rispetto al Sud (27%). Aumentano le famiglie con le donne "breadwinner", cioè quando l'unica fonte di reddito viene dalla metà femminile della coppia: nel 2012 sono state il 12,2%, nel 2008 erano 9,4%. In calo anche gli immigrati: negli ultimi cinque anni sono entrate regolarmente in un'Italia sempre meno attraente il 27,2% di persone in meno.

La luce - Secondo l'Istat la crisi si è attenuata nel 2013. La quota di persone in famiglie con “grave deprivazione” scende al 12,5%, pari a 7,6 milioni di individui, dal 14,5% del 2012, corrispondente a 8,7 milioni. Sono comunque: “deboli segnali positivi” per l'istituto di statistica. Ma nel 2013 sono 2 milioni le famiglie (con almeno un 15-64enne) senza occupati e pensionati da lavoro, a cui si aggiunge un’altra area di disagio fatta da famiglie composte da più persone, ma rette solo da una pensione da lavoro. Sommando i gruppi emergono 3 milioni di famiglie che potrebbero essere in difficoltà, dove nessuno lavora.

Inflazione - L'inflazione è calata nettamente nel 2013 al 1,2% rispetto al 3% del 2012. Una fase di rallentamento che prosegue anche per il 2014, in un contesto caratterizzato dalla recessione economica e dalla debolezza della domanda di beni di consumo.

Pil in calo - Anche nel 2013 il Prodotto interno lordo si è contratto registrando l'1,9% in meno, poco sotto il livello toccato dall'attività economica nel 2000. Un timido segnale è arrivato gli ultimi quattro mesi del 2013 (+0,1% rispetto all'anno prima), dopo nove trimestri consecutivi di calo. Ma per la partenza del 2014 la stima flash ha evidenziato un'altra flessione.

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Commenti all'articolo

  • encol

    30 Maggio 2014 - 17:05

    L'Italia gestita in questi ultimi 4 anni da dilettanti pessimamente guidati e protetti, ha raggiunto il limite del non ritorno come era molto facile immaginare. Le industrie, le sole a creare reddito, sono scomparse e, nella tragica situazione economica e istituzionale del paese nessuno sarà tanto pazzo da investire in questo paese. Per questo il Renzi può dire ciò che vuole ma è la fine vera.

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  • imahfu

    30 Maggio 2014 - 00:12

    C'é un declino italiano ma il precedente termine di confronto non era drogato? Popolazione invecchiata (più pensioni, meno in attività, più spese per sanità): il sud mangja-soldi senza nessuno che vi metta mano ma ne prende i voti. Legami politica-amministrazione: il 'feudo' (cfr Scajola-Cosentino...); mancanza di infrastrutture, troppa distanza tra avversari: é fare e rifare...Assenza di rischi

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  • piero1939

    29 Maggio 2014 - 07:07

    ogni organismo è dotato di anticorpi. anche la società. prima o dopo chi non è tollerato viene espulso naturalmente basta attendere la reazione.

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