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Gli scenari

Milan, ecco cosa succederà nell'era Inzaghi

Silvio Berlusconi e Filippo Inzaghi

Il Milan di Filippo Inzaghi è già in ritiro. Il raduno virtuale è arrivato ieri sera ad Arcore con gli stessi tre convocati di lunedì: SuperPippo, Adriano Galliani e Silvio Berlusconi. Dopo l’investitura a fari spenti di lunedì sera, l’allenatore in pectore ha esposto la sua strategia.

Se a inizio settimana infatti si era discusso soprattutto di tattica (4-3-1-2 il modulo di riferimento con possibili sbandamenti verso il tridente), stavolta si è parlato già di mercato. Le trattative sono già iniziate e il Diavolo è frenato dal rebus panchina. Il termine per il riscatto di Taarabt è scaduto: se ne riparlerà con il Qpr. Stesso discorso per Rami, prigioniero del Valencia. Con una rosa già folta, però, il piatto forte del menù è stata la cessione di Mario Balotelli.

La «mela marcia» è rimasta tale per il Cavaliere nonostante 30 gol in 54 presenze. Incontrollabile fuori e indisciplinato dentro il campo, il patron preferisce gli attaccanti “alla Inzaghi”. E così anche lo stesso Pippo che sembra stravedere per Pazzini: stesso stile, stesso fiuto per il gol, identica voglia di faticare per la squadra. Anche per questo il Napoli si è sentito rispondere un secco no al sondaggio per il “Pazzo”. Al dodicesimo tecnico dell’era Berlusconi non dispiacerebbe l’idea delle due punte, ma - se dopo il Mondiale arriverà l’offerta giusta - non si opporrà alla cessione di Balo. Oltre a Pazzini, gli resteranno Matri e Paloschi (di ritorno dal Chievo in cambio di Petagna) e la società gli ha promesso un altro rinforzo. Il nome ideale sarebbe quello di Cerci, utile anche in caso di passaggio al tridente. Poi si penserà alla pulizia dello spogliatoio dai pro-Seedorf: Amelia ed Emanuelson (in scadenza), poi Mexes, Robinho e forse Muntari.

Col sacrificio di Mario si potrà invece rimandare l’addio di De Sciglio. Non sarebbe stato così facile liberarsi di Balo in caso di permanenza di Seedorf che ha pagato anche questa cocciutaggine nella valutazione del patron. L’olandese - che ieri ha confermato di non aver ricevuto «comunicazioni dalla società. L’affetto dei tifosi (che hanno manifestato davanti alla nuova sede) mi fa piacere, posso solo dire forza Milan» - resta in carica. La trattativa per la buonuscita non si sblocca - in ballo 5 milioni netti per due anni - e la società potrebbe essere costretta all’esonero entro martedì.

Per quel giorno infatti è fissato il prossimo allenamento della Primavera di mister Inzaghi. SuperPippo, però, ha fretta soprattutto di conoscere la decisione di Arrigo Sacchi. Berlusconi lo vorrebbe come coordinatore del settore giovanile, il giovane tecnico preferirebbe non doversi confrontare con una figura di tale spessore. Di sicuro, Inzaghi avrà al proprio fianco lo storico collaboratore Fiorin come osservatore e come vice Mauro Tassotti, vicinissimo al sì.

«Credo che Pippo possa mettere a frutto la sua esperienza internazionale», lo promuove intanto Trapattoni, «così come io feci con la Juve di Boniperti, lui si appoggerà alla società che ha storia ed esperienza sufficiente per mantenere e amalgamare i giocatori».

di Francesco Perugini

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Commenti all'articolo

  • francescoconforti27

    03 Giugno 2014 - 13:01

    Berlusconi ai servici sociali, visiti i Palazzolo e resti li Quello che aveva da rovinare l'ha già fatto. Al Palazzolo c'è un calòcio balilla gratis.

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    • frabelli

      05 Giugno 2014 - 14:02

      Ma sta tranquilo per favore, vai tu al Palazzolo, che oggi non c'è più ma è il Don Bosco. Se le tue informazioni sono queste meglio tacere.

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    • silvy_wood

      05 Giugno 2014 - 04:04

      i tuoi compagni aggiustano tutto?

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  • francescoconforti27

    03 Giugno 2014 - 10:10

    A Berlusconi, toglieteli tutto non Galliaini il miliardario.

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  • FerrariDavide

    FerrariDavide

    02 Giugno 2014 - 19:07

    Sempre e solo.....forza Pippo!!!Facci rinascere!!!

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