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Zero a zero

Procura di Milano, Csm: no al trasferimento di Bruti Liberato o Robledo

Edmondo Bruti Liberati

Il Csm decide di non decidere. Si parla della guerra in atto alla procura di Milano. Per ora, nulla di fatto. L'offensiva di Alfredo Robledo contro Edmondo Bruti Liberati, al momento non porta al trasferimento di nessuno dei due. Per la prima commissione del Csm, infatti, non c'è incompatibilità ambientale. Zero a zero. Se Robledo non ottiene il trasferimento del rivale, nemmeno Magistratura democratica - la corrente di sinistra delle toghe - è riuscita nel suo intento, ossia quello di trasformare l'accusatore in accusato: nemmeno Robledo, infatti, ne esce sconfitto. Come Edmondo Bruti Liberati resta al suo posto.

Le accuse - La vicenda è iniziata con l'esposto presentato da Robledo contro il collega, accusato di "turbare il regolare svolgimento della funzione" del pool meneghino, in buona sostanza assegnando i fascicoli che riguardano reati contro la pubblica amministrazione (di cui sarebbe competente l'ufficio di Robledo) al pool reati finanziari, guidato dall'altro procuratore aggiunto, Francesco Greco, vecchia conoscenza di Mani Pulite. Oppure a Ilda Boccassini, la pm anti-Cav per eccellenza. Bruti Liberati ha cercato di ribaltare la situazione accusando Robledo di essere stato di "intralcio alle indagini" nell'inchiesta Expo.

Zero a zero - Una storia lunga e complessa, fatta di veleni, rivalità e colpi bassi, che però secondo la prima commissione del Csm (che ha terminato i lavori in mattinata) non comporta la necessità di smistare in un'altra procura uno dei due contendenti. Il relatore della Commissione, Mariano Sciacca, ha presentato una bozza di lavoro dalla quale non sarebbero emersi elementi in grado di affermare che sia venuta meno l'indipendenza e l'autonomia di Bruti e Robledo nell'esercizio delle loro funzioni. La pratica, però, non è ancora chiusa: è ancora in corso, infatti, la riunione della settima commissione, che affronta il tema più delicato della questione, ossia il funzionamento interno delle procure e il rispetto da parte dei capi dei criteri di assegnazione dei fascicoli.

L'ultimo giudizio - Dunque, si deve ancora decidere sul "reato" più grave di cui è stato accusato Bruti Liberati, ossia di aver favorito quello che per mutuare un termine molto in voga nella politica è il suo "cerchio magico", Ilda "la rossa" Boccassini in testa. Le tesi di Robledo, nel corso delle ultime settimane, hanno trovato conferme e smentite. Voci da palazzo, dunque, riferiscono che quella della settima commissione sarà una decisione molto difficile da prendere. In caso di giudizio negativo, Bruti Liberati rischierebbe la riconferma nel ruolo di procuratore.

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Commenti all'articolo

  • raffaugello

    05 Giugno 2014 - 09:09

    Questa magistratura italiana, e la procura di Milano in particolare, è un covo di interessi solo personali e di parte, che nulla hanno a che fare con la "Giustizia", che dovrebbero amministrare. Loro amministrano solo lo strapotere di questo o quell'altro gruppo , cioè la prevalenza di un giudice sull'altro, a seconda delle loro appartenenza!

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  • allecarlo

    04 Giugno 2014 - 11:11

    Questa magistratura fa sempre più schifo!! Una casta di super pagati, inetti, ignoranti, arroganti e faziosi che si permette di tenere per i coglioni una nazione intera!!! Un Cancro!!!

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  • gregio52

    04 Giugno 2014 - 07:07

    Questo comportamento lo abbiamo già visto nella storia: il lavarsi le mani per non prendere una decisione. Purtroppo è un ulteriore dimostrazione di quanto poco ci si possa fidare della nostra Magistratura la quale non rappresenta più la "Giustizia" ma solo i poteri della politica che la usa per interferire negativamente nella vita del Paese.

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  • encol

    04 Giugno 2014 - 07:07

    20 gg fa scrissi proprio questo: " finirà a tarallucci e vino" non mi sono sbagliato-

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