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L'editoriale

Il lavoro è una tragedia: Renzi deve andare a lezione di spagnolo

4 Giugno 2014

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Dopo i conti che non tornano, la disoccupazione che torna ai livelli del 1977. La settimana non è cominciata molto bene per Matteo Renzi, il quale reduce dai successi delle elezioni europee sperava di avere il tempo di goderne i frutti, approvando le riforme che gli stanno a cuore. Invece, dopo la doccia fredda di Bruxelles sugli entusiasmi italiani (perché di questo si tratta, nonostante in molti abbiano cercato di farla credere un incoraggiamento), ecco arrivare la gelata del lavoro. Nei primi mesi dell’anno la disoccupazione è cresciuta di un altro 0,8 per cento, raggiungendo quota 13,6: il 46 per cento dei giovani non ha un impiego e se si considera il solo Mezzogiorno si raggiungono addirittura cifre record, con il 61 per cento. È ovvio che la colpa di questo autentico bollettino di guerra non può essere tutta addebitata al presidente del Consiglio: il nuovo governo è in carica dal 22 febbraio e dunque ha diretta responsabilità solo per un mese su tre. Una cosa però si può dire ed è che l'arrivo del nuovo premier e della sua ventata di ottimismo e attivismo per ora non ha dato segni di invertire la tendenza. I disoccupati tanti erano e tanti, anzi di più, rimangono. Né potrà fare molto la riformina del lavoro messa a punto da Giuliano Poletti. Il decreto del ministro infatti amplia un po' la flessibilità sui contratti a termine, consentendo di rinnovarli fino a cinque volte, e modifica le norme sull'apprendistato, ma nessuno dei due interventi pare decisivo, tanto da indurre la Commissione europea nelle famose raccomandazioni di cui abbiamo parlato ieri a sollecitare maggior decisione.

 

 

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Commenti all'articolo

  • estremista

    04 Giugno 2014 - 16:04

    2 cose...primo nel 77 la disoccupazione era al 6,4%...basta prendere in giro gli italiani approfittando di un fattore tecnico come la misurazione trimestrale o annuale dell'istat...dire che la disoccupazione è la più alta dal 77 è FALSO, perchè è la più alta dal secondo dopoguerra! secondo in spagna sta al 25% quindi andare a lezione di spagnolo per diminuire la disoccuoazione proprio no!!!!

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  • encol

    04 Giugno 2014 - 12:12

    Può andare a lezione quanto vuole ma secondo me non c'è speranza. Abbiamo a che fare con un baciccia che di economia non capisce niente.

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  • Wotan

    04 Giugno 2014 - 10:10

    Caro Direttore, "non é difficile governare questo paese, é INUTILE" (Benito M.) ! Si parla del problema lavoro, di trovare soldi per la crescita, ma i politici non cedono su €800 Mrd. di spesa annua e non parlano di profitto di impresa come premessa per investimenti e occupazione. Diminuendo la spesa pubblica del 10%, ci sono soldi per il Fiscal Compact e per diminuire le tasse alle imprese,

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