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La sentenza

Roma-Inter 2010, condannati a 4 anni i nove poliziotti che pestarono Stefano Gugliotta

Roma-Inter 2010, condannati a 4 anni i nove poliziotti che pestarono Stefano Gugliotta

Sono stati condannati a quattro anni di reclusione e interdetti dai pubblici uffici i nove agenti della polizia accusati di aver picchiato Stefano Gugliotta, il giovane di 26 anni arrestato il 5 maggio del 2010 durante gli incidenti avvenuti al termine della finale di Coppa Italia Roma-Inter. Lo ha stabilito la X sezione del tribunale penale presieduta da Vincenzo Terranova.

Il fermo - Quella sera di quattro anni fa, il ragazzo, allora 27enne, che stava andando col motorino a una festa, passava a notevole distanza dal luogo in cui dopo l'incontro si verificarono gravi incidenti. Fu fermato in via del Pinturicchio, al quartiere Flaminio, vicino allo stadio Olimpico, e picchiato, riportando lesioni al volto, alla schiena e in altre parti del corpo. Gugliotta, come riconosciuto dai giudici della X sezione penale di Roma, riceverà un risarcimento di 40mila euro. Il pm nel corso della requisitoria aveva spiegato che non c'era alcun motivo di ordine pubblico che dovesse portare al fermo di Gugliotta e di un suo amico che erano in motorino.

La reazione di Gugliotta - Alla lettura della sentenza che ha condannato gli agenti Guido Faggiani, Andrea Serrao, Roberto Marinelli, Adriano Cramerotti, Fabrizio Cola, Leonardo Vinelli, Rossano Bagialemani e Michele Costano, imputati per lesioni nei suoi confronti, il giovane Stefano Gugliotta è scoppiato in lacrime abbracciando la madre. "Giustizia è stata fatta, mi hanno massacrato", ha detto Gugliotta ancora scosso, uscendo dall'aula della decima sezione penale di Roma. "Non è mai piacevole veder condannati dei pubblici ufficiali per reati simili - ha detto l'avvocato di Gugliotta, Cesare Piraino - ma se il reato riconosciuto è questo, la pena non poteva essere modesta".

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Commenti all'articolo

  • FRAGO

    05 Giugno 2014 - 08:08

    Spero che quell'interdizione dai pubblici uffici non significhi che scontata la pena tornino ad essere pubblici dipendenti, persone così non debbono stare al servizio del cittadino in nessun caso. Chiaro deve essere che ugual rigore si deve applicare ai facinorosi, non mi si dica che squadre ben addestrate non possono fare interventi mirati ed arrestare in flagranza di reato i più turbolenti.

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  • gregio52

    04 Giugno 2014 - 21:09

    Ancora poco

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