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Occhio al bomber

Adam Kwarasey, il vichingo nero ci crede: "Posso fermare Ronaldo"

Adambathia Larsen Kwarasey

Mamma norvegese e papà del Ghana: Adambathia Larsen Kwarasey è uno che dal punto di vista genetico ha fatto sei al superenalotto. Fate conto un vichingo, però nero. Negli anni del liceo, nella fredda e pallida Oslo, dovevano staccargli di dosso sciami di ragazzine in tempesta ormonale usando l’idrante.

Per non farsi mancare nulla, a un certo punto ha deciso di fare il calciatore. Ha iniziato centrocampista ma poi l’hanno messo in porta, perché coi piedi era molto meno abile che con le tipe del liceo. Gavetta in squadre minori del circolo polare, in vari campionati nei quali si gioca a bordo di motoslitte, poi eccolo in serie A nel prestigioso club dello Strømsgodset. Non conoscete lo Strømsgodset? È del tutto normale. Lo conoscono solo due categorie di persone: i norvegesi e - nel resto del mondo - quel genere di appassionati di calcio che segue le partite in streaming con un cadavere a pezzi nel freezer. Le cose per Kwarasey vanno bene, allo Strømsgodset: si fa spazio, diventa titolare, poi addirittura capitano. E nell’ultima stagione, con lui fra i pali, la squadra ha vinto lo scudetto. Avvenimento che ha un solo precedente, datato 1970. Sicché Adambathia «Adam» Larsen Kwarasey arriva a Brasile 2014 da campione di Norvegia a sorpresa e con in tasca il premio Kniksen consegnatogli dalla federazione per la categoria «Målvakt», che non è un comodino brutto dell’Ikea ma significa «portiere» in norvegese. E comunque l’Ikea è in Svezia. Siccome la Norvegia gli ha donato carriera, soldi, premi e uno scudetto storico (ma col piffero che s’è qualificata al Mondiale) Kwarasey ha pensato bene di partecipare col Ghana, sua patria di riserva.

Da qualche anno a questa parte, difatti, per coltivare al meglio le ambizioni internazionali il ragazzo di Oslo - che nel frattempo ha chiuso con le bionde a caso e aspetta un figlio dalla fidanzata - ha optato per il passaporto paterno. Con le Stelle nere ha fatto una Coppa d’Africa (fuori in semifinale) e qualche match internazionale. Notevole una performance a Londra nel 2012, in amichevole col Brasile. Ha parato l’impossibile: tutte le punizioni calciate da Ronaldinho e un colpo di testa a botta sicura di Pato, innescato sempre dal Gaucho che alla fine sfoggiava i dentoni sorridendo un po’ infastidito al portiere africano. È merito esclusivo di Adam se quella sera è finita solo uno a zero per i verdeoro. Buoni anche i test pre-Mondiale, dove il Ghana ha incrociato l’Olanda. Anche qui sconfitta per 1-0 (Van Persie, uscita un po’ così di Kwarasey) ma tante buone parate sugli assi arancioni, specie Robben. I ghanesi sono attrezzati, possono fare un buon Mondiale. Stanno nel gruppo G con Portogallo, Stati Uniti e Germania. L’esordio sarà con gli Usa il 17 giugno, ma Kwarasey non vede l’ora di affrontare Cr7 e la spara grossa: «Posso fermare Cristiano Ronaldo». Buona fortuna, ne servirà tanta.

di Fabio Corti

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