Cerca

Occhio al bomber

Mondiali, ecco Depay: il rapper olandese che vola sulla fascia

Mondiali, ecco Depay: il rapper olandese che vola sulla fascia

L’Olanda è una squadra unica. Non tanto perché può schierare Sneijder, Robben e Van Persie né per la tiritera sul calcio totale, quanto perché l’ala sinistra degli Oranje è un gangsta rapper. Ma così gangsta che, a confronto, 50 Cent sembra un monaco buddista. Memphis Depay ha 20 anni, la maggior parte dei quali trascorsi nell’hinterland di Rotterdam, che è un po’ una Taranto del nord Europa però popolata da boscaioli delle valli bergamasche perennemente sotto Lsd. Figlio di immigrati africani, aveva quattro anni quando il padre piantò in asso lui e la mamma. Sin da ragazzino Memphis sfoga nell’hip hop le frustrazioni di una vita difficile. Ma il destino per lui ha piani diversi da musica e sparatorie. Ancora teenager, gli osservatori dello Sparta Rotterdam ne apprezzano le qualità atletiche. Depay firma il suo primo contratto. È un ottimo calciatore: tecnico, istintivo e velocissimo, anche palla al piede. Nel giro di qualche stagione, vince un Europeo under-17 e firma col Psv Eindhoven, club di vertice nei Paesi Bassi. I primi campionati non sono facilissimi, nel suo ruolo gioca un certo Dries Mertens: panchina fissa. Depay investe il tempo libero pompandosi a dismisura in palestra, per poi intarsiare i muscoli con tatuaggi privi di senso. Ne ha pure sulle labbra. È il primo passo verso il gangsta rap: l’estetica da brutto ceffo.



 

 

Quando sembra tutto pronto per l’esordio agli Mtv Music Awards, gli dei del calcio si mettono ancora in mezzo: De Laurentiis porta Mertens al Napoli, Depay diventa titolare nel Psv. Roba seria. Il suo manager parla chiaro: ragazzo, basta cazzeggiare col rap, fossi in te mi concentrerei sul calcio. Nonostante i gravosi impegni in Eredivisie, tuttavia, l’esterno offensivo trova il tempo per incidere il pezzo Racks assieme ai Rotterdam Airlines, crew di rapper della sua città natale. Nel videoclip (disponibile su Youtube per gli amanti del genere), la vena gangsta di Memphis è dirompente. Prima avanza verso la telecamera sgasando in sella a una minacciosa Vespa Piaggio con tanto di specchietti e parabrezza (antiproiettile, real gangsta), poi scola champagne sotto un patio, mentre i compari blaterano di “bitches”, “motherfuckers”, “bang bang”, “sex tape” e “stay fresh”. L’entusiasmo dei dirigenti del Psv - che lo stipendiano per giocare - fu lo stesso che avete provato voi quando il vostro medico vi ha diagnosticato la gonorrea. Secondo voci non confermate, dopo aver ascoltato Racks Eminem avrebbe tentato il suicidio. Nella nazionale di Van Gaal (che medita di portarsi Depay al Manchester United dopo Brasile 2014) l’ala rapper potrebbe non trovare molto spazio visti gli illustri compagni di squadra. Ma se le cose per gli arancioni non dovessero andare bene sin da subito, il Lil Wayne olandese potrebbe avere una chance mondiale. Sempre che non sia impegnato a girare un video con quattro zoccolone sulla sabbia di Copacabana.

di Fabio Corti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog