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Zio d'America?

Soros fa shopping in Italia: vuole comprare uffici ministeriali e caserme per 800 milioni

Soros fa shopping in Italia: vuole comprare uffici ministeriali e caserme per 800 milioni

Sembra tornare la primavera sull'Italia, almeno per quanto riguarda gli investimenti esteri nel mercato italiano. Sarà, secondo alcuni, la speranza sul nuovo esecutivo di Renzi, la conferma del rating italiano a BBB da parte di Standard and Poor’s oppure l'affare Alitalia-Eithad, ma dopo BlackRock, il fondo d'investimento Usa gestito di Laurence Fink, che in questi mesi ha fatto shopping sfrenato nel Belpaese, anche George Soros fa rotta sul patrimonio dello Stato italiano. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, il magnate americano, tramite il suo fondo Quantum Strategic Partners, avrebbe infatti fatto un'offerta per alcuni palazzi che fanno parte del fondo immobiliare Fip (Fondo immobili pubblici), gestito dalla Sgr Investire Immobiliare (la società controllata dalla Banca Finnat della famiglia Nattino). Ma Soros non sarebbe solo nell'offerta: sarebbe infatti alleato al fondo Kennedy Wilson e assistito dagli advisor di Beni Stabili.

Gli immobili interessati - Come riporta il quotidiano economico "nel pacchetto di immobili ci sono uffici ministeriali e dell'Agenzia delle entrate ma anche caserme e uffici della Guardia di Finanza e dell'esercito. Per il Quantum Fund è la seconda operazione allo studio in Italia dopo quella conclusasi con successo il marzo scorso quando i veicoli di Soros hanno acquistato il 5% di Igd - Immobiliare Grande Distribuzione Siiq, cioè uno tra i principali player in italia nel settore immobiliare della grande distribuzione controllato dalle cooperative".

L'asta a tre - Soros non è l'unico ad aver puntato gli occhi e, in futuro i soldi, sui gioielli d'Italia in vendita. Il suo fondo è uno dei tre soggetti in lizza nell'asta: "Gli altri due contendenti - riporta Il Sole - sarebbero i fondi americani Blackstone e Cerberus". Il tutto per un valore "attorno agli 800 milioni di euro". Inoltre il magnate americano non sembra essere nemmeno in pole. "Blackstone sarebbe quello al momento più aggressivo: il fondo Usa punterebbe a fare massa critica in Italia, dove è rappresentato dal manager Paolo Bottelli, puntando sugli immobili che hanno la garanzia di avere lo Stato come affittuario. Il processo di vendita sul Fondo immobili pubblici, affidati all'advisor Cbre, è partito nel maggio scorso e i fondi statunitensi sembrano avere il ruolo di protagonisti" .

Gli altri interessi - In parallelo alla trattativa principale, sarebbe in corso un'asta su alcuni pacchetti minori: "Fra questi - spiega Il Sole - sarebbe in svolgimento la cessione di tre caserme dislocate a L'Aquila, Roma e Bari". Anche in questo caso l'interesse viene dagli Stati Uniti, dal fondo opportunistico Och Ziff, uno dei maggiori investitori americani con cassa disponibile per l'Europa per 8 miliardi di dollari. "Och Ziff, che investe in equity, debito e real estate, ormai da qualche mese ha concentrato le sue strategie in Italia rilevando pacchetti di gruppi bancari come Mps e ora sembra interessato anche ad opportunità nell'immobiliare".

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Commenti all'articolo

  • gisto

    11 Giugno 2014 - 09:09

    La Jena ha visto la preda morente,deve solo aspettare un po.Se si muove Soros c'è da aver paura.Se solo volesse,sbadigliando,comprerebbe e venderebbe qualsiasi cosa sulla piccola finanza italiana,da metterci letteralmente a bocconi.(nemmeno Monti c'è riuscito con il benestare di tutti).

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  • marcolelli3000

    11 Giugno 2014 - 02:02

    ma certo: questi sono immobili. mica si deve comprare aziende con gli operai e i sindacati che distruggono sempre qualunque interesse straniero. Quelle cose le vanno a comprare in cina dove i comunisti trattano gli operai come bestie e i sindacati non esistono (comunisti, appunto).

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  • vincenzomanfr

    10 Giugno 2014 - 19:07

    lasciali comprare a questi strozzini, siano maledetti loro e l'euro di Prodi. c'è sempre tempo per espropriargli tutto appena riavremo la nostra moneta con Lega e Cav al governo (grazia di re Napolitano permettendo)

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