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La Generazione 78 di "Sangue Sparso": gli anni di Piombo visti da destra

La Generazione 78 di "Sangue Sparso": gli anni di Piombo visti da destra

"Poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri, troppo sangue sparso sopra i marciapiedi", canta Francesco Mancinelli nella sua Generazione 78. E quel Sangue Sparso diventa ora un film, realizzato ed interpretato dalla regista romana Emma Moriconi, dal 12 giugno prossimo nelle sale italiane. Una pellicola cruda, lontana da toni nostalgici e polemici, che si pone come testimonianza di un'epoca solo in apparenza lontana, in realtà vicinissima e ancora viva nei ricordi di chi l'ha vissuta. L'opera della Moriconi parte da una data precisa.

Tre morti al Tuscolano - Nel tardo pomeriggio del 7 gennaio 1978, un commando di estrema sinistra assalta la sede missina di via dell'Acca Larentia, nel quartiere Tuscolano a Roma. Sotto le raffiche di mitra cadono Stefano Ciavatta e Francesco Bigonzetti di diciotto e vent'anni. Poche ore dopo un ufficiale dei carabinieri apre il fuoco contro un militante di destra sopraggiunto sul luogo dell'agguato. Muore Stefano Recchioni. Sangue Sparso si articola nel corso dei cinque anni che separano la strage di Acca Larentia dalla morte di Paolo Di Nella anch'egli vittima, nel 1983, di un'aggressione che gli costa la vita.

Un film-testimonianza - La fiction degli ultimi anni ci ha raccontato le storie di brigatisti e militanti di Prima Linea, presentati anche sotto il profilo umano, non solo criminale. E Sangue Sparso? Il regista punta su tutt'altro genere di persone, ovvero militanti che a destra (ma anche a sinistra) anteposero passione, coraggio e onestà alla logica facile delle pistole. Dopo un'operazione di rimozione della memoria durata decenni e ampiamente sperimentata con le vittime delle foibe e delle vendette partigiane, nomi come Primavalle, Acca Larentia, Piazza Risorgimento tornano a scuotere le coscienze sia di coloro che hanno dimenticato sia di coloro che hanno cercato di dimenticare.

di Marco Petrelli

 

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