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Psicodramma Pd

Corradino Mineo (Pd) avverte Matteo Renzi: "I tuoi preferiscono le pastette con Berlusconi alle critiche"

Corradino Mineo (Pd) avverte Matteo Renzi: "I tuoi preferiscono le pastette con Berlusconi alle critiche"

É il personaggio politico del momento Corradino Mineo, senatore Pd esautorato dal suo stesso partito come membro della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama. Sulla strada della riforma del Senato, contro la quale in parte si oppone Mineo, il premier Matteo Renzi non vuole ostacoli e l'ex direttore di Rai News si voleva mettere proprio di traverso: "contano i voti non i veti" aveva sentenziato il presidente del consiglio. Nelle ultime 24 ore attorno alla vicenda Mineo si è alzato uno di quei polveroni che solo l'inizio d'estate così parco poteva riservare. “Non posso lasciare il futuro del paese in mano a Mineo” - ha aggiunto Renzi, Mineo su Facebook commenta: "questa di Renzi è sublime. Ci mancherebbe! Il Paese ha trovato un premier giovane, volitivo, che sa fare politica e vuol salvare l’Italia. È suo l’onere del governo". E si sa che quando si sale ai piani alti, il rischio di perdere il contatto con la realtà è alto. Mineo lancia qualche consiglio al giovane premier.

Occhio Matteo - "questo premier - scrive Mineo sulla sua fanpage - dovrebbe prestare un po’ più di attenzione a chi esprime, liberalmente e lealmente, una critica proprio nell’interesse del governo. E dovrebbe forse fidarsi meno ciecamente di quanti ripetono tout va bien madame la marquise. Di quelli che in Parlamento c’è solo gente che vuol farsi rieleggere, casta di postulanti e che noi (i suoi colonnelli) li controlliamo". Mineo insiste sul punto in dissenso con la riforma renziana del Senato: vuole mantenere il potere dei senatori di approvare leggi costituzionali, eleggere il Presidente della Repubblica e gli organi di garanzia, esprimersi sulla guerra.

Preferisci Silvio a noi - Mineo ce l'ha con tutto lo stuolo di cortigiani che oggi circondano il Presidente del consiglio: "Perché Chiti e Tocci (firmatari della proposta di riforma alternativa a quella della Boschi, ndr) dicono le cose apertis verbis, e questo può urtare, anzi ha urtato, la sensibilità di qualcuno. Perché i vecchi e nuovi politici di professione che si affannano intorno alla gallina dalle uova d’oro non possono essere messi davanti alla realtà", la gallina d'oro ovviamente è l'ex sindaco di Firenze, che ha portato il Pd da moribondo a sfiorare il 42%. A dir poco irritato, Mineo punta il dito contro tutti quelli che ormai parlano più tempo con gli uomini di Forza Italia che con lui e gli altri dissidenti, non ultimo il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda: "Preferiscono aprire un tavolo con Berlusconi, provar a far pastette con un capo gruppo loro pari, piuttosto che affrontare con pazienza e fermezza una critica costruttiva. Questo sì, caro Matteo - aggiunge amaro Mineo - è un comportamento da regime. Da regime in crisi, oltretutto".

Tredici a tavola - L'ultimatum di Mineo scadrà martedì 17 giugno: entro quella data Mineo chiede a nome dei 13 senatori autosospesi: "una discussione franca e senza tabù per ricostruire il rapporto di fiducia tra noi e la presidenza del gruppo. Chiediamo che si argini questo fiume di avvertimenti e minacce a mezzo stampa". Dopo la decisione d'ufficio presa dal partito, Mineo insiste: "Chiediamo di sapere se l’articolo 67 della Costituzione sia da considerare carta straccia e se i partiti (gli stessi che hanno messo in ginocchio questo paese) abbiano il diritto di prevaricare e far tacere ogni parlamentare. Siamo in attesa - ha concluso la sua nota - Fino a martedì".

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Commenti all'articolo

  • blues188

    13 Giugno 2014 - 19:07

    Mineo, e pensare che eri piccolo, piccolo, piccolo... così!

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  • oliverovalter42

    13 Giugno 2014 - 10:10

    Questo Renzi è straordinario, riesce ad epurare e "leggere" gli individui comunisti, non di sinistra, comunisti, sporchi brutti e cattivi..ed ora Casson....

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  • filder

    12 Giugno 2014 - 22:10

    Il rosso Mineo ha lasciato RAI NEWS 24,o perché non era più pane per i suoi denti, o perché credeva che buttandosi in politica avrebbe raggiunto un gradino più alto di dove era, comunque in ambi i 2 casi ,sono mangiatoie pagate con soldi publici,quindi dal popolo dormiglione.

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  • parigiro

    12 Giugno 2014 - 21:09

    Da giornalista primadonna a senatore ignorato da tutti però alfano ( il che è tutto dire) ha più palle di te povero untorello

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