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Donne nel Pallone

Con i tatuaggi di Giraud farei pure i supplementari

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Con i tatuaggi di Giraud farei pure i supplementari

Ho visto il mio ragazzo tornare a casa ieri sera. Non era lo stesso. Neanche ai miei occhi. Lui mica ce l’ha il sorriso di Neymar. Me ne sono accorta solo ieri, dopo aver spento il televisore e aver detto addio agli uomini del Brasile.  Dopotutto avermi lasciata a casa da sola per vedere la partita non è stato così male. «Meglio arrendersi» ho pensato «Se voglio uscire da queste quattro mura non ho che d’adeguarmi». Così ho fatto. Ho deciso di accantonare per un attimo la solidarietà femminile, boicottare le amiche e sorbirmi 90 minuti di tortura. Che poi tortura non è finché giocano i Ronaldo di mezzo mondo. Non saranno tanti ma meglio che niente.


E fortuna vuole che i migliori esordiscano oggi. Sto parlando di Iker Casillas (quello che si è limonato la moglie in diretta tv per festeggiare la vittoria di Sud Africa 2010) Javi Martinez e Jesus Navas. Punte di diamante della nazionale spagnola e volti di una vendetta lunga 90 minuti. Anche di più se saranno generosi coi recuperi. Domenica poi toccherà alla Francia di Oliver Giroud, un metro e 92 di muscoli tatuati, perfetti per affrontare preparate il lunedì, giorno d’esordio di Cristiano Ronaldo e Mats Hummels. Portogallo e Germania. Occasione imperdibile per ricordare ai propri uomini che il calcio va bene guardarlo ma non è vietato praticarlo. Specie se i risultati sono quelli in vetrina. Specie se alla fin fine ce li dobbiamo sorbire noi in mutande sul divano.  Cos’è? Dobbiamo essere cornute e pure mazziate? Allenatevi. Oppure arrendetevi, muti, ad una sfilza di lamentele utili a ricordavi che no, voi la tartaruga di Pique non ce l’avete.

Claudia Casiraghi

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