Cerca

L'editoriale

La banalità del male e quegli assassini come se nulla fosse

18 Giugno 2014

2

Dall’arresto di Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassinio di Yara Gambirasio, e di Carlo Lissi, l’uomo che ha sgozzato moglie e figli e poi è andato a vedere la partita, sono passati appena due giorni ma già ne ho le orecchie piene. In quarantott’ore si è sentito di tutto: molte analisi tecniche, tanti commenti moralistici, parecchie stupidaggini. Parole banali per commentare la banalità del male. Un muratore tutto casa e animali che violenta una ragazzina di 13 anni e poi la lascia morire in un campo. Un tecnico informatico invaghito di una collega convinto che la famiglia sia d'intralcio e dunque la elimina a coltellate. Schifezze d'uomini? Sì, forse. Ma ciò che colpisce di questi uomini è l’apparente normalità. Non prima, dopo. Prima è facile, non è ancora successo niente. Non avendo ancora le mani sporche di sangue si può fingere che tutto sia a posto, anche quello che di strano c'è dentro. Ma dopo? Dopo che la pazzia, le pulsioni sessuali, la violenza sono tracimate, dopo che hanno distrutto la vita degli altri come si fa a continuare a vivere come se niente fosse? Mostri? Sì, è il modo più facile per etichettarli. Il loro comportamento è così mostruoso che per forza non devono essere normali. Ma è proprio così? Ne siamo proprio sicuri?

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • pestifero

    18 Giugno 2014 - 13:01

    Prima di ergersi sopra le parti caro direttore eviti di copiare titoli di libri molto più intelligenti della sua persona, se il libro di hannah arendt non lo ha capito non ne faccia un traguardo, non confonda un crimine contro l'umanità contro un momento di pazzia che per male possa fare è assolutamente una realtà diversa. Non è un intellettuale ma questo già si sapeva, ma non faccia copia/incolla

    Report

    Rispondi

  • frankie stein

    18 Giugno 2014 - 10:10

    Che editoriale deludente...Quanti interrogativi tesi nel vuoto...Le stesse cose le ha dette ieri mia nonna, tra le mura domestiche: ovvieta' che pensiamo tutti, senza preoccuparci di mettere nero su bianco. Cos'e' poi per Lei l'apparente normalita del dopo'? La parola 'rimozione' non Le suggerisce qualcosa...

    Report

    Rispondi

media