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Occhio al bomber

Mondiali, il giro vita da birra di Misimovic, numero 10 della Bosnia

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Mondiali, il giro vita da birra di Misimovic, numero 10 della Bosnia

«Come farvi convocare al Mondiale anche se avete il girovita di Galeazzi». Zvjezdan Misimovic farebbe la gioia di tutti i direttori di quei giornali che propinano ai lettori diete impossibili tipo «come avere addominali da urlo senza rinunciare al vostro litro di birra quotidiano». Le 32 primavere di questo trequartista balcanico si vedono tutte, specie sotto il profilo atletico. Nato in Germania, ossia lontano dalla guerra come tanti suoi compaesani, ha riabbracciato la sua Bosnia grazie al calcio.

È lui l’uomo simbolo della squadra, molto più dei pezzi pregiati Dzeko e Pjanic. Misimovic, per vestire i colori della Nazionale al Mondiale, ha fatto un mezzo miracolo: ha buttato giù 10 chili in meno di un anno. Dopo una sfavillante carriera in Germania, dove gli riuscì di guidare il Wolfsburg a uno scudetto storico (c’era anche Dzeko), Zvjezdan ha traslocato sempre più a est: prima Turchia, poi Russia e infine Cina. Qui, nonostante il cibo asiatico sia fra i più sani al mondo, è riuscito a diventare praticamente obeso, ingozzandosi di gamberi fritti e involtini primavera.

Attualmente è sotto contratto col Guizhou Renhe nello stesso campionato in cui allena Lippi, il quale ha garantito: «Ha fatto l’impossibile per ritrovare la forma, è un ottimo giocatore». Se nel campionato del Dragone uno coi piedi di Misimovic poteva cavarsela anche con una ciambella di lardo addosso, al Mondiale lo aspettano i difensori iraniani (gente pronta a usare anche i denti pur di non farsi saltare) e nigeriani (gente che alle Olimpiadi sarebbe sul podio accanto a Bolt): non si può prescindere da una certa silhouette. La dieta seguita dal numero 10 resta coperta da segreto di stato, ma voci trapelate da ambienti Fifa sostengono che Misimovic abbia mangiato solo muschio e radici negli ultimi sei mesi, eccezion fatta per la vigilia delle partite, in cui si concede un’insalatiera di carbonara e una bottiglia di whisky. L’altra sera, contro avversari superiori, ha tenuto egregiamente il campo per un’ora buona, durante la quale ha dato parecchie preoccupazioni agli argentini. Il vero Mondiale della Bosnia inizia adesso, e ci sarà bisogno del miglior Misimovic possibile: quello che ha ancora fame.

di Fabio Corti

 

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