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Nuova giunta

Perugia laboratorio del centrodestra: ai partiti Romizi preferisce donne e società civile

Perugia laboratorio del centrodestra: ai partiti Romizi preferisce donne e società civile

"Dobbiamo imprimere un cambiamento, con equilibrio e coraggio. Per governare una realtà complessa come Perugia devi saper parlare con tutti", si legge in un'intervista a L'Espresso di Andrea Romizi, nuovo sindaco di Perugia. Un cambio di rotta, quello del capoluogo umbro voluto anche e soprattutto dai cittadini, come dimostrano i risultati delle elezioni. Vediamoli insieme.

Sorpresa alle urne - Al primo turno la coalizione che sostiene Romizi raccoglie appena 22.375 preferenze, molte meno rispetto alle 36mila conquistate dal candidato Giuseppe Sbrenna (centrodestra) nel 2009. Qualcuno, nel centrodestra, avrà sicuramente pensato "peggio dell'altra volta, manco quest'anno ce la facciamo". E invece no, perché l'8 giugno 2014 ecco il sorpresone: un distacco di 16 punti percentuali che liquida Boccali e il Pd, assicurando a Romizi una vittoria totale. In termini numerici, 14mila persone si sono buttate sulla "novità". E non parliamo di soli elettori di centrodestra, perché la chiave di volta del cambio di rotta a Perugia è stata il mondo civile, cioè la gente non allineata e inquadrata in schematismi politici, che si è dimostrata determinante al ballottaggio. Una vittoria civica, che viene da persone interessate più all'alternanza che ai colori e alle ideologie. Una logica nuova della quale il primo cittadino dovrà tenere conto nella scelta degli elementi coi quali comporre la giunta.

La nuova giunta - Al di là dei patti e delle scelte pre elettorali con gli alleati, infatti, non è escluso che Romizi guardi anche a professionisti e a persone competenti estranei alle dinamiche di partito. E, stando ad alcuni “rumors”, si tratterebbe di donne. Indiscrezioni a parte, non ci sarebbe nulla di strano a puntare sulle "signore": Perugia, come comune di oltre centomila abitanti, ha un massimo di nove assessori, quattro dei quali saranno scelti tra i più votati della coalizione e che nel capoluogo umbro sono tutti maschi. Mettici allora la legge sulla rappresentanza di genere e il gioco è fatto. La domanda da porsi è però un'altra: quali donne "sceglierà" Romizi? Quelle di partito? Oppure no, professioniste della quotidianità? Il ballottaggio, in fondo, ha dimostrato che il vero cambiamento viene dalla gente. E che forse proprio sulla gente bisognerebbe puntare.

di Marco Petrelli
@marco_petrelli

 

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