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L'esame di Libero

Andrea Romano, l'esame di maturità: "Nascita, ascesa e declino dei partiti"

Andrea Romano

Dapprima l’Europa ha santificato i partiti politici, trasformandoli in potenti strumenti di mobilitazione popolare e di gestione delle menti e dell’economia. Poi la stessa Europa ha maledetto i partiti politici, rendendoli colpevoli di ogni malefatta pubblica. E tutto questo è successo nel giro degli ultimi cento anni.

LA TRASFORMAZIONE
Perché il partito così come l’ha conosciuto il Ventesimo secolo nasce soltanto dopo la Prima guerra mondiale, quando quelli che fino a pochi anni prima erano club per aristocratici o organizzazioni clandestine di rivoluzionari di professione si trasformano in grandi organizzazioni di massa: associazioni disciplinate e gerarchiche dentro le quali affluiscono ondate di popolo che erano sempre state escluse dalla politica attiva e che nel corso del conflitto avevano assunto una funzione fondamentale nelle trincee, nelle fabbriche, nella gestione quotidiana della nazione. Dopo il conflitto quel ruolo divenne richiesta di partecipazione e voglia di contare, costringendo la politica europea ad aprirsi per la prima volta al contributo di masse popolari fino ad allora tenute ai margini.

LE DITTATURE
Il partito politico diventa allora strumento di alfabetizzazione per masse che non sapevano leggere o scrivere, strumento di promozione sociale per uomini e donne che vi intravedevano la possibilità di uscire dalla miseria, strumento di indottrinamento popolare per aspiranti architetti dell’immaginario collettivo. E proprio quei nuovi partiti rendono possibili le dittature europee del Novecento, che si spinsero fino a livelli di controllo di massa che nessun regime autoritario pre-democratico aveva conosciuto, così come proprio quei nuovi partiti gestiscono la ricostruzione europea dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, riuscendo a mobilitare nuove competenze e capacità di gestire l'economia.

LA CRISI
Quando entrano in crisi questi strumenti politici dall’apparenza inossidabile? Quando non riescono più a produrre risultati, ovvero quando non governano più processi economici che superano i confini di quegli stati nazionali di cui erano diventati padroni.

È la globalizzazione ad aprire le porte alla potente ondata di antipolitica che da vent’anni a questa parte attraversa tutta l’Europa, e non solo l’Italia. Ed è paradossalmente la perdita di potere dei partiti a renderli responsabili di ogni magagna pubblica, incassando la maggior dose di accuse proprio quando contano di meno. Ma se non torneranno i vecchi partiti che tutto controllavano e tutto decidevano, la politica democratica avrà comunque bisogno di organizzazioni che riescano a mettere in collegamento reale i bisogni della gente normale e il potere politico.

di Andrea Romano
Professore di Storia Contemporanea all’Università di Roma Tor Vergata e deputato di Scelta Civica

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