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Processo Lavitola, Berlusconi: "La magistratura in Italia gode dell'immunità"

Processo Lavitola, Berlusconi: "La magistratura in Italia gode dell'immunità"

Il Cav torna in tribunale. Silvio Berlusconi è stato sentito come testimone puro a Napoli durante il processo a Valter Lavitola per la questione degli appalti nella Repubblica di Panama per cui è accusato di estorsione ai danni di Impregilo. Su richiesta del pm, è stata fatta ascoltare la telefonata intercorsa il 2 agosto del 2011 tra Silvio Berlusconi e Massimo Ponzellini, ex amministratore di Impregilo. Rispondendo a una domanda del pm Vincenzo Piscitelli, Berlusconi ha affermato di essere stato contattato da Panama da Lavitola, che si diceva preoccupato per la mancata costruzione dell'ospedale promesso al governo di Panama. Il giornalista, ha detto Berlusconi, "gli aveva chiesto di riferire ai vertici di Impregilo che, se l'impegno non fosse stato mantenuto, il governo panamense avrebbe revocato alle imprese italiane l'appalto per il raddoppio della costruzione del canale". L'ex premier si è detto "orgoglioso" di avere fatto la telefonata. Lavitola, ha detto Berlusconi "era legato molto al presidente Ricardo Martinelli, era considerato un amico di Panama. Non so come sia diventato amico. Aveva una grande capacità di relazione, come ho verificato di persona anche in Brasile. Lui era molto amico di Lula; a un pranzo ufficiale, io ero a sinistra di Lula e accanto a me c'era Lavitola". A suo giudizio, l'ex direttore dell'Avanti, "era il protagonista dell'informazione politica, ottimo giornalista e particolarmente informato su cosa si nascondeva dietro le apparenze della politica. Aveva amicizie con la mia compagine politica, come con Coluzzi, Cicchitto, Frattini e Pomicioli".

Botta e risposta col giudice - Terminata la testimonianza, Silvio ha parlato in Aula anche del ruolo dei giudici: "La magistratura è incontrollabile, irresponsabile e gode di immunità". L'esternazione del Cav arriva dopo una provocazione del giudice Giovanna Ceppaluni che gli aveva rivolto delle domande il Cav aveva chiesto spiegazioni in merito. La risposta del giudice però è stata piccata: "Lei non deve capire il senso delle domande". Il diverbio lo ha chiuso il magistrato affermando che "la magistratura è ancora tutelata dal codice penale".

 

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Commenti all'articolo

  • vito16.ruggiero

    21 Giugno 2014 - 20:08

    Sarebbe tanto piaciuto controllare i magistrati?

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  • lauro.berchicci

    20 Giugno 2014 - 23:11

    commentare ? e a che pro ?

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  • thorglobal

    20 Giugno 2014 - 22:10

    Alcuni anni or sono fu fatto un referendum sulla responsabilità civile dei magistrati.L'85% votò sì.Al quirinale imperava un certo Scalfaro,quello del "non ci stò".Il quale fece uscire la legge dalla porta e la fece rientrare dalla finestra.

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  • frankie stein

    20 Giugno 2014 - 17:05

    Quale 'rabbia' contro il magistrato? Direi impotenza piuttosto, e quindi sottile imbarazzo, senza girarci neanche intorno. Una persona matura e sicura di sè e' pronta a rispondere a qualsiasi domanda. Non immagina il malaccorto Silvio che l'imbarazzo di un testimone, in udienza, viene messo agli atti?

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