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Dear Jack, la sfida degli idoli delle teenager: "Ora puntiamo a Sanremo"

I "Dera Jack"

Nella cornice eccellente degli MTV Awards, abbiamo incrociato i Dear Jack, qualche ora prima della loro esibizione. Sono emozionati, un pò spaesati, e decisamente i più attesi dal pubblico. La notorietà che solo i talent sanno regalare certamente pesa, ma anche il loro essere ancora "incontaminati da smanie di divismo" fa la sua parte. Eppure, a giudicare dai gridolini isterici dello stuolo di ragazzine (potrebbero fare concorrenza alle Onedirectioner), i Dear Jack sembrano dei veri e propri moderni dei dell'Olimpo. Se Alessio e la sua band li incontrassimo per strada probabilmente ciò che colpirebbe di loro, oltre al bell'aspetto s'intende, sarebbe l'alchimia del gruppo. L'augurio è che duri, perché mantenere equilibrio e armonia nelle band non sempre è cosa semplice. Ad aiutarli certamente contribuisce il clamoroso successo che il disco Domani è un altro film - Prima parte (Baraonda) sta riscuotendo. Ma non solo: apriranno infatti i concerti dei Modà, quello dell'11 luglio allo Stadio Olimpico di Roma e quello del 19 luglio a San Siro. Eh sì, la mancata vittoria ad Amici non è stata rilevante anche e soprattutto per questo, perché la posta in palio per i secondi classificati è stata ben maggiore. A liberoquotidiano.it raccontano come stanno muovendo i primi passi nel mondo della musica e quali sono i loro progetti per il futuro.

Che effetto vi fa essere su un palco così importante a distanza di qualche settimana dall'uscita della scuola di Amici?
"Questi sono i nostri primi veri concerti, eravamo abituati a cantare nei locali piccoli prima, invece adesso il pubblico è quello dei grandi numeri. È un'emozione grande. E poi noi abbiamo la politica del "più persone ci sono, più ci esaltiamo", è un effetto strano ma stiamo provando ad abituarci ad avere davanti tanta gente".

Li guardavate gli MTV Awards?
"Sì, da casa, dalla nostra cameretta. Per questo trovarci qui, su questo palco fa ancora più strano".

Beh, dovrete imparare in fretta a non andare in panico davanti alle folle, considerando che a breve arriveranno i concerti dei Modà.
"Infatti. Ma Amici è stata un'ottima palestra anche da questo punto di vista. Ci ha preparato psicologicamente allo stress delle telecamere e ci ha permesso di cantare davanti al pubblico tante volte. È un programma che guardano 5 milioni di persone".

È vero, ma 5 milioni di persone che vi guardano attraverso la tv è un conto, 50-60 mila davanti ai vostri occhi deve essere tutta un'altra cosa.
"Possiamo immaginarlo. Non abbiamo mai provato questo genere di esperienza e l'unica cosa che possiamo fare è cercare di prepararci al meglio".

Come pensare di prepararvi?
"A breve ci chiuderemo in sala prove per essere pronti a reggere la grande sfida dei due live".

Senza Amici avreste fatto comunque questo percorso?
"La prima cosa che deve avere un artista è il talento. Senza quello non si va da nessuna parte. Amici è stato un mezzo attraverso il quale il nostro talento è stato valorizzato, ed è stato tutto naturale, nulla di scritto a tavolino. Quando abbiamo incontrato il nostro produttore, lui ci ha detto che a prescindere dall'esito del programma avrebbe investito su di noi".

Dunque nessuna delusione per la mancata vittoria?
"Ma no. Deborah è una bravissima cantante, abbiamo un buon rapporto con lei. Poi diciamo che con la sorpresa dei Modà è l'album schizzato in cima alle classifiche anche a noi non è andata per niente male (ridono, ndr). Possiamo considerare questa una vittoria".

Dovete dire grazie in qualche modo anche Rudy Zerbi e alle sue numerose maglie nere?
"Assolutamente sì. Ci ha dato la possibilità di metterci in mostra. Alla fine con lui si è però instaurato un ottimo rapporto, siamo amici ormai".

Sognate di andare a Sanremo?
"Magari, ci speriamo. Saremmo pronti ad affrontare anche quel palco con la stessa umiltà di sempre. Il nostro motto è: "Volare in alto stando con i piedi per terra" e arrivare all'Ariston sarebbe davvero un salto di qualità".

Che effetto vi fa essere così popolari, con tanto di copertine e poster sui giornali?
"Uno strano effetto perché quando eravamo piccoli noi i poster erano dei Backstreet Boys o dei Blue, ed essere al posto di Nick Carter fa strano".

Tante ragazzine per voi, ma voi non siete fan di qualcuno?
"Sì, parlare con Ligabue o Elisa è surreale, potremmo chiamarli colleghi ma...rimaniamo con i piedi per terra (ridono,ndr)".

intervista di Antonella Luppoli

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