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L'app delle case vacanze: più scelta, meno truffe

L'app delle case vacanze: più scelta, meno truffe

Un’idea tanto semplice quanto geniale si è infiltrata lentamente tra le mura solide dell’industria del turismo, stravolgendone gli assunti. È «AirBnB», il bed and breakfast a portata di computer. Un sito Internet, poi App per smartphone, che consente a chiunque lo voglia di affittare e mettere in affitto non solo case, ma stanze, isole, terreni e persino gabinetti. Messo in piedi in poco tempo da un gruppo di spiantati americani, disoccupati in cerca di un modo nuovo ed efficace di sbarcare il lunario, il sito ha di gran lunga superato le pretese dei tre, preoccupati solo di riuscire ad affittare, complice la rete, una parte del loro loft in modo da pagarne le spese. Il bisogno dei ragazzi, poco più che ventenni, si è dimostrato più comune di quanto pensassero e migliaia di persone hanno aderito all’iniziativa iscrivendosi al sito per pubblicare annunci o assicurarsi, per cifre variabili (si va da 10 euro a notte per stanze in centro New York fino ai 5mila richiesti per dormire una sola sera in un castello toscano), sistemazioni adatte ai lori periodi fuori casa.
AirBnB.com è nato nel 2007, crescendo piano piano fino ad attrarre finanziatori quali Ashton Kutcher. Ma in Italia non se ne è mai fatto un gran parlare e i più continuano a pensare che non sia niente di diverso da quello che la rete già offre: vecchi siti ormai polverosi. Invece AirBnB.com spalanca ai viaggiatori le porte di un universo mai visto, capace di offrire a chiunque soluzioni atte a soddisfare i gusti più disparati. Quelli di chi, come Indiana Jones, vuole imbarcarsi in avventure spartane, oppure quelli di chi, per qualche giorno, vuole fingere di essere un pascià. Dalle tende, alle roulotte, ai castelli della Toscana, su AirBnB si trova di tutto. A cifre modiche e con la possibilità di interagire con il proprietario della struttura prima di concludere l’affare. La qualità dell’immobile è assicurata, garantita dai gestori del sito, e il pericolo truffa è messo fuori gioco dal pagamento bloccato. Benché, infatti, per assicurarsi la casa dei propri sogni sia necessario pagare prima del soggiorno, il bonifico viene tenuto in sospeso da AirBnB fino a che l’ospite non confermerà di essersi sistemato a dovere. In caso contrario, il rimborso è assicurato.
Ma AirBnB, gigantesca rete di contatti tra privati che ha superato il traguardo dei 15milioni di prenotazioni, non si limita a facilitare le vacanze a chi ha bisogno di un affitto. Evitare le trafile di agenzie e uffici non è priorità solo di chi necessita una prenotazione last minute. Spesso ad avere più difficoltà è chi decide di dare in mano ad altri una sua proprietà, incappando così nel rischio di vederla lì, appesa ad un muro su un cartellone, sfitta e improduttiva. Un rischio che su AirBnB, melting pot di oltre 190 Paesi, è scongiurato. Pubblicare un annuncio qualsiasi, vuoi per mettere in affitto la cameretta vuota del figlio in Erasmus, vuoi per fare della propria seconda casa una fonte di reddito sicura, non solo è facile, ma assicura al proprietario una visibilità oltre ogni immaginazione. Italiani e stranieri, soprattutto stranieri, fanno la fila per una «vacanza romana» a portata di tasche non miliardarie e soddisfare le loro esigenze non è poi difficile. Tanto più che ogni soggiorno andato a buon fine assicura all’host una buona dose di pubblicità, condotta attraverso recensioni e fotografie che, inevitabilmente, sfoceranno in prenotazioni extra.
Occasione di guadagno per alcuni, di risparmio per altri, AirBnB è la nuova frontiera della vacanza intelligente. Di certo non porterà nessuno ad arricchirsi quanto il suo creatore, Brian Chesky, tra i miliardari più giovani del mondo, ma consentirà a quanti lo vorranno di entrare a far parte di una comunità che, come in un piccolo kibbutz, si ingegna ogni giorno per progredire.

di CLAUDIA CASIRAGHI

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