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Rivelazioni di un fratello

Mark Obama racconta la sua infanzia con Barack e quel brutto rapporto con il padre

 Mark Obama racconta la sua infanzia con Barack e quel brutto rapporto con il padre

"Come me, Barack è di razza mista ed è stato abbandonato dal padre. Come me ha frequentato le università americane più prestigiose. Come me viene da una famiglia che è caduta a pezzi. Diversamente da me, lui ha sempre rincorso le sue radici africane e ha sempre cercato di riconciliarsi con il proprio passato". Stesso cognome, ma vite diverse. Lui è Mark Obama Ndesandjo, ed è il fratello del presidente degli Stati Uniti. Intervistato da Sette, inserto del Corriere della Sera, "l'Obama non conosciuto" si racconta. La sua infanzia con Barack, quel brutto rapporto con un padre manesco e l'uscita del suo secondo libro An Obama's Journey (in uscita in America a settembre il prossimo settembre), un'odissea straordinaria che ha vissuto in oltre 40 anni a cavallo tra tre culture diverse: africana, americana e cinese. Questi i temi al centro dell'intervista. 

L'infanzia, il cognome e il rapporto con il padre - La sua infanzia è caratterizzata da violenza e abusi da parte di Obama senior, il padre che condivide con il presidente. Questa sua memoria stampata ha raffreddato i già continui rapporti con Barack, che a differenza sua ha sempre accettato quel cognome. Lui invece no, l'aveva cancellato sin dalla prima giovinezza. "Ho sepolto il cognome di mio padre per tutta la vita, non volevo più niente a che fare con la sua memoria che mi riporta solo a immagini dolorose di quando avevo sette anni e cercavo di proteggere mia madre dalla violenza di un uomo che rientrava la sera ubriaco. Ancora oggi non posso sopportare l'odore del whisky". Poi qualcosa è cambiato e quel nome ha ricominciato a riassumere colore uscendo da quell'opaco che il padre aveva gettato sulla famiglia. "Barack ha cominciato la sua corsa alla presidenza degli Stati Uniti nel 2007 e discorso dopo discorso con il progredire della campagna elettorale ho sentito che l'odio cerso questo nome si trasformava lentamente in orgoglio per la forza con cui mio fratello stava cercando di cambiare il mondo. Mi sono sentito fiero per la prima volta di essere un Obama".

La differenza tra Barack e Mark - Il cognome è uguale, ma l'infanzia è diversa, proprio perchè non l'hanno visuta insieme. "Abbiamo avuto due esperienze di vita totalmente differenti con lui", spiega Mark durante l'intervista a Sette. "Obama Sr. Partì per le Hawaii nel 1959 dove incontrò Ann Dunham, la madre di Barak. Si sposarono a Maui e lui nacque poco dopo, il 4 agosto 1961. Due anni dopo divorziarono, mio padre andò ad Harvard", dove prese il dottorato e "dove incontrò mia madre Ruth Baker. Si innamorarono, mia madre lo raggiunse in Kenya dove nel frattempo lui si era strafserito. Io e Barak abbiamo solo quattro anni di differenza, ma ci accomunano due madri bianche americane, un padre keniota e una formazione in scuole prestigiose degli Stati Uniti. La grande differenza, però, sta nel fatto che io ho vissuto nella stessa casa con mio padre per sette anni."

Gli incontri con Barack - La prima volta che Mark ha in contrato Barack era il 1988. " Vive in Kenya. Nonostante fisicamente sembrassimo quasi gemelli subito abbiamo percepito una grande distanza. Lui venne a sopresa. 'Mark in soggiorno c'è il tuo fratello americano', esclamò mia madre. "Barack pensava che io fossi troppo bianco e io pensavo che lui fosse troppo nero. Lui era stato cresciuto dai nonni materni in un ambiente bianco e stava cercando di ritrovare le sue radici africane. Si vedeva da come da come portava i capelli, da come camminava, da come vestiva. Io invece tutto quello che rappresentava l'Occidente, compresi Bach e Beethoven". Poi un nuovo incontro capitò a ridosso della campagna elettorale per le prime presidenziali. "Ero in Cina ormai da sei anni. Una notte ho sognato di cadere da un aereoplano in una vasta pianora. Vicino a me, dopo questo volo mortale, trovavo Barak e cominciavamo a parlare. Improvvisamente un oggetto scuro mi passò vicino sibilando e finì per colpire mio fratello. Avevano sparato al Presidente. Mi sono svegliato, tremando, ho raccontato tutto a mia moglie Liu. Lei mi ha guardato e ha detto. "Si tratta di tuo fratello, devi andare da lui. Avevo messo un pò di soldi da parte per comprare un pianoforte, li ho usati pochi giorni dopo per volare in Texas. Lui non mi aspettava, è stata una sorpresa".

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