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MotoGP Assen: Marquez più forte dell'acqua, vince ancora

MotoGP Assen: Marquez più forte dell'acqua, vince ancora

Otto su otto. Marc Marquez vince ancora e il modo con cui lo fa è ancora più disarmante e inquietante, ovviamente per gli avversari. Ad Assen nella gara dell'incertezza, con le peggiori condizioni possibili, il piccolo grande spagnolo mostra gli artigli già in fase di avviamento, quando si naviga letteralmente a vista e, laddove i “vecchi” avrebbero dovuto far valere l'esperienza, straccia tutti.
A ventuno anni, per quanto con un ottimo curriculum, il principale indiziato per un errore o una decisione avventata doveva essere lui, anche in virtù dell'enorme vantaggio accumulato in classifica. Naturalmente il campioncino si è affrettato a smentire tali previsioni, confermando ad una ad una le parole di Livio Suppo qualche settimana fa: “Marc è cresciuto molto, soprattutto rispetto all'anno passato ha le idee molto più chiare nel lavoro sulla moto e con il team”.

Lucidità, maturità e razionalità, in sostanza forza mentale già variamente espressa ed oggi definitivamente consacrata, che fa e ha fatto la differenza. Il numero 94 sapeva, analizzava e applicava, illudendo in un arrembaggio con Dovizioso, ma in realtà precisamente in controllo e sicurezza, come nella sessione di qualifica.
“Derisi e umiliati” i grandi rivali, coloro sulla carta più avvezzi a gestire situazioni complicate. Rossi aveva in canna il colpaccio, un 2007 bis, ma ha toppato, azzardando a schierarsi con i pneumatici slick, salvo poi ricredersi al semaforo e compromettere una già difficile rimonta. Lorenzo, sempre più in balia di sé stesso e delle matasse da svolgere in pista e fuori, tra feeling con la moto e accordi contrattuali, ha sbagliato il rientro ai box e si è perso nelle retrovie.

Marc, con Pedrosa che non desta timori, ride di gusto: sulle tre pista Yamaha è stato fatto bottino pieno e nemmeno l'acqua rappresenta un problema. Adesso sono 200 punti, tondi tondi, 72 più dei diretti inseguitori. La nuotata sotto la bandiera a scacchi è l'emblema di un campionato vissuto come una gita al mare, il tuffo di pancia verso un secondo titolo.
Veloce, pestifero, furbo, intelligente, coraggioso, spettacolare, fortunato, adesso pure razionalmente analitico. Continuano i record, continuano le vittorie, senza contare che ora ci ha preso gusto pure il fratellino: guai per tutti, anche per i posteri.

di Giulia Volponi

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