Cerca

L'intervista

Marò, un libro per dare voce ai protagonisti

Marò, un libro per dare voce ai protagonisti

"Per natura mi appassionano le vicende scomode, intricate e che presentano lati oscuri. Questioni che, spesso per ragioni ideologiche, i principali canali di informazione non affrontano o passano male", spiega a Liberoquotidiano.it Carla Cace, giornalista romana autrice di Marò: le voci dei protagonisti (I libri del Borghese, 16 euro). Di lei vi avevamo già parlato in merito ad un volume dedicato ai dieci anni della legge 92 del marzo 2004, dedicata all'istituzione del Giorno del Ricordo delle Foibe e dell'esodo giuliano dalmata. Altro argomento scomodo ma non diverso, secondo l'autrice, dal caso di La Torre e Girone perché "i due temi hanno molti aspetti comuni. Credo che un giornalista debba scavare alla ricerca di verità nascoste. Ho una visione… romantica di questo mestiere".

Cosa non è stato detto della vicenda di La Torre e Girone?
"Molte cose sono state omesse e quello che è stato detto è stato spesso spiegato male. Non voglio entrare nel merito dei fatti che sono ancora tutti da ricostruire. Molti non hanno capito che qui si tratta della dignità nazionale. Finché loro resteranno lì noi saremo lo zimbello del mondo intero. Due sono i misteri da cui prendono il via tutte le incongruenze del caso, degne di un film con 007. Il primo: la complessa vicenda è avvenuta in acque internazionali, più precisamente all'interno della cosiddetta zona contigua, come riconosciuto anche dalla sentenza della Corte Suprema Indiana del 18 febbraio 2013, perciò la giurisdizione era incontestabilmente italiana. Quindi primo errore, se così vogliamo definirlo, è stato quello di accettare la richiesta della Guardia Costiera indiana di invertire la rotta verso il porto di Kochi. Chi ha dato questo assurdo comando? E perché? O dobbiamo ipotizzare una completa incompetenza di chi ci governa, oppure ci sono state delle ragioni occulte. Secondo dato: in occasione dei due permessi in cui, tra 2012 e 2013, i due fucilieri di marina sono tornati in Italia, vi erano tutti gli strumenti per trattenerli e chiedere un arbitrato internazionale. Perché, invece, avvenne quel ridicolo minuetto che portò persino alle dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi? Rispondendo pienamente a queste due domande la questione sarebbe chiusa. Eppure ancora non c'è alcuna chiarezza".
Cosa invece ha voluto raccontare nel suo libro?
"Nel libro, dopo una rigorosa e sintetica ricostruzione dei fatti e della storia del Battaglione San Marco, lascio parlare numerosi protagonisti dei fatti, a partire proprio dall'ex ministro Terzi. Ognuno, dal suo specifico punto di vista, risponde ai due quesiti chiave e chiarisce tanti altri aspetti. E queste voci sono davvero molteplici: colleghi come Biloslavo che hanno conosciuto personalmente i marò, politici protagonisti di interrogazioni e gesti forti in Parlamento come il senatore Gramazio, tecnici, periti che hanno scoperto cose sconvolgenti, direttori di testate come Chiocci e Marrazzo, esperti di Diritto della levatura di Malinconico, militari come il presidente dell'ANMI ammiraglio Pagnottella, per concludere con le voci delle mogli. Perché il mio libro vuole essere soprattutto un megafono per lanciare il grido delle famiglie dei marò".
Qual è l'attuale situazione dei due militari italiani in India?
"Grave. Anche perché ogni giorno che passa la nostra credibilità scema. Abbiamo sentito nell'ultima videoconferenza la voce forte, indignata ed esausta di Girone, che ha ribadito che loro hanno fatto soltanto il loro dovere. Hanno eseguito, insomma, gli ordini di qualcuno che si è poi lavato le mani. L'augurio è che il governo Renzi, al di là dei proclami, avvii realmente questa fase di internazionalizzazione e li riporti a casa".
Ha avuto modo di presentare il libro insieme all'ex titolare della Farnesina che visse in prima persona l'evolversi dell'affaire marò. Quale la posizione di Giulio Terzi?
"L’intervista all'ambasciatore Terzi presente nel volume è davvero una… bomba. Spiega per filo e per segno cosa è accaduto, chiarendo tutti gli aspetti che lo hanno direttamente coinvolto e fornendo una chiave di lettura molto precisa…".

di Marco Petrelli
@marco_petrelli 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gigi0000

    29 Giugno 2014 - 18:06

    Se3mpre le stesse domande, se fossero veramente stati loro ad uccidere i pescatori indiani: "Ma era veramente necessario ammazzare due persone? Non sarebbe stato sufficiente sparare vicino per spaventarle? Se avessero tirato solo per ferirne uno? ..."

    Report

    Rispondi

  • gregio52

    29 Giugno 2014 - 18:06

    L' ignominia di tutte le Alte cariche dello Stato e dei nostri politici è senza limiti. Onore ai due Marò.

    Report

    Rispondi

blog