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Il commento

Filippo Facci: Pascale e Santanchè, la politica si fa a borsettate

Francesca Pascale, Filippo Facci e Daniela Santanchè

Le donne non scherzano su certe cose. Buttar lì che le borse di Daniela Santanchè potrebbero essere taroccate è come gettare acido muriatico, è uno sfregio, mica è una qualsiasi battutina su ninnoli e cazzatine da femminucce. Non parliamo di borse qualsiasi: parliamo delle Kelly di Hermes, uno status symbol in un mondo che non ne ha più, o li consuma in un giorno: è roba fatta a mano che devi ordinare perché nei negozi neppure le trovi.

È come una Ferrari o un’Aston Martin: quest’ultima, non a caso, auto a lungo prediletta da Daniela Santanchè. E non è che entri in un negozio e dici «buongiorno, mi dia un’Aston Martin», ti devi mettere in fila. Non si scherza su certe cose, non si scherza sulle Hermes e neanche sulle Aston Martin: ma forse, ecco, forse Francesca Pascale queste cose non le sa, non le sapeva, lei ha un’altra età e un’altra estrazione culturale.

Del resto, se fosse vero che «Daniela regalò a Francesca la serie completa delle borse Hermes», come sì è letto sulla Stampa, beh, equivarrebbe ad averle regalato un ambito bilocale in centro. Speriamo che non sia vero, o, se vero, speriamo che Francesca se ne sia resa conto. Non si scherza su certe cose, se Forza Italia esplodesse in mille rivoli sarebbe meno grave. Due estati fa conducevo un programma su La7 e una sera era ospite la Santanchè; lei invitava spesso a «comprare italiano» e io allora le chiesi - in diretta - per quale ragione sfoggiasse sempre borse francesi peraltro costosissime, perché una Kelly o una Birkin di Hermes hanno un prezzo base - ma proprio base - di 6mila euro.

La Santanchè, di quelle borse, ne sfoggia orgogliosamente una collezione, anzi, aveva dichiarato che la sua fosse una collezione di rango mondiale. Beh, non l’avessi mai fatta, quella domanda. La mia sortita fu presa come un incrocio tra un colpo basso e una lesa maestà: e tutto sommato era così, era vero. Rimase impietrita e poi scandalizzata. Durante una pausa pubblicitaria telefonò al suo fidanzato, un direttore di giornale: «Le borse... mi ha chiesto delle borse, no, dico, ti rendi conto...». Aveva ragione lei. La politica ormai è morta, s’avanzano nuove generazioni che non sanno e non capiscono, gente che non ha i fondamentali. Litigi, scissioni e divorzi politici sono il nulla: colpire una donna sulle borse Hermes può essere molto peggio. Nei giorni scorsi si è consumata una tragedia umana e politica, ma pochi, troppo pochi l’hanno capito.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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Commenti all'articolo

  • JamesCook

    12 Luglio 2014 - 15:03

    Vedi Filippo che quando ti impegni sei bravo! non come ieri nella miserevole qestione con la mondadori....... purtroppo non sei costante ti manca il quid direbbe il tuo editore.....

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