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L'analisi

Luciano Moggi: l'Argentina paga le scelte di uno sciagurato Sabella

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Luciano Moggi

Il Mondiale brasiliano si è concluso con la migliore finale possibile, Germania-Argentina, cioè le due squadre più forti tra le 32 partecipanti. Una partita equilibrata, vinta con merito dai tedeschi ma decisa dalle due panchine.

Da un lato un ottimo Löw, che non ha sbagliato una mossa; dall’altra Sabella, vero colpevole della sconfitta. La finale, infatti, l’ha persa il ct argentino, con la sostituzione di Lavezzi, fino al momento del cambio il miglior giocatore in campo. Nel primo tempo i tedeschi attaccavano con un bel gioco corale, ma hanno corso molti pericoli in contropiede, proprio grazie alla velocità dell’attaccante del Psg. Da una ripartenza di Lavezzi è nato ad esempio il gol di Higuain, giustamente annullato per fuorigioco. La gara è cambiata quando Sabella, nell’intervallo, ha deciso di inserire Aguero al posto dell’ex napoletano. Da lì la strada per l’Argentina è stata in salita. Al contrario, i tedeschi hanno fatto molta meno fatica, visto che i difensori sono riusciti a controllare senza alcun problema il “peso mosca” del Manchester City. Ancor peggio Sabella ha fatto sostituendo pure Higuain, che non ha fatto una gran partita, ma era comunque un pericolo costante per gli avversari, inserendo al suo posto Palacio. Così facendo l’Argentina ha perso tutto il peso offensivo, con l’interista che ha pure sprecato un’occasione clamorosa. E quando si sbagliano gol così non si può che venir puniti: ci ha pensato Goetze con una bella girata mancina a regalare la coppa ai tedeschi. Nel gol c’è lo zampino di Löw, che al contrario del collega Sabella non ha sbagliato le sostituzioni, inserendo Schurrle (autore dell’assist) e lo stesso Goetze.

Raccontata la finale, passiamo alle pagelle. Tra gli allenatori, il migliore in assoluto è stato Van Gaal, che ha guidato una sorprendente Olanda fino alla semifinale, venendo eliminato ai rigori senza mai perdere una partita. Un Mondiale perfetto per il tecnico, che ha indovinato tutte le mosse, persino la sostituzione del portiere prima dei rigori contro la Costa Rica. Il premio per il peggiore tecnico va invece diviso tra Scolari e Sabella: il primo è stato un disastro totale, con il marchio dei dieci gol subiti dal suo Brasile nelle ultime due partite; l’argentino invece ha perso il Mondiale con due sostituzioni assurde in finale. Motivi per cui entrambi andrebbero messi da parte.

Per quanto riguarda i giocatori, la delusione è stata sicuramente Messi, impalpabile dalla fase a gironi in poi, nel momento in cui l’Argentina invece avrebbe avuto bisogno di lui.
La vera sorpresa è stata James Rodriguez, talentuoso numero 10 della Colombia esploso in maniera importante, così come Neuer, in assoluto il miglior portiere del torneo (e peccato che Buffon non abbia potuto dimostrare di essere alla pari).

Due le grandissime delusioni di questo Mondiale: Spagna e Italia. Squadre totalmente naufragate, che non solo hanno dimostrato di non sapersi evolvere, ma pure di mettere in pratica un calcio arretrato. Gli spagnoli se la vedranno tra loro, noi dobbiamo farci un grosso esame di coscienza per tornare ad alto livello. Serve però, soprattutto, iniziare a dare meno spazio agli stranieri nelle nostre squadre, valorizzando in modo migliore il nostro ottimo settore giovanile. L’unico elemento su cui usciamo vincitori sono gli arbitri, con un Rizzoli perfetto nella finale, così come i suoi due assistenti.
E adesso sotto con il calciomercato, sperando che il nostro calcio riesca a rialzarsi presto.

di Luciano Moggi

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Commenti all'articolo

  • alejob

    16 Luglio 2014 - 15:03

    MOGGI , cerca di non rompere, sei messo in un angolo ed ora vuoi fare il GRADASSO sputando sentenze sul perchè l'Argentina ha perso. In questo paese bbiamo troppi ONNISCIENTI iniziano da quello che è a ROMA seguendo i togati che stanno nei tribunali, proseguendo con i deficienti che stanno in POLITICA. L'argentina ha perso, l'Italia ha perso chi ci governa stanno perdendo e tu vuoi dire la TUA.

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  • sandoz

    16 Luglio 2014 - 11:11

    Moggi è ciò che è stato, ma quando parla di calcio è più competente di molti allenatori,

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