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Fisco sconfitto

Il cittadino che piega l'Agenzia delle Entrate: a pagare ora è l'Erario

Il cittadino che piega l'Agenzia delle Entrate: a pagare ora è l'Erario

La proverbiale storia di Davide che sconfigge il gigante Golia. Una persona comune che piega il mostro-Fisco. Succede che l'Agenzia delle Entrate di Reggio Emilia accusa di evasione fiscale un cittadino: non avrebbe versato allo Stato 146,66 euro della tassa di concessione governativa (TGC) per il cellulare. Gli utenti titolari di un contratto di abbonamento, infatti, sono tenuti a pagare la TCG per un importo di 5,16 euro per i privati, 12,91 per le imprese e titolari di partita Iva. Si va a processo.

La vicenda - Nella vicenda, c'è un dettaglio non irrilevante: il cittadino aveva recesso il contratto con il gestore telefonico ben sei mesi prima di ricevere la fattura, e non aveva quindi motivo di pagarla. L'Agenzia delle Entrate ne era consapevole, visto che il contribuente aveva consegnato i documenti, copia del contratto interrotto compresa. Niente da fare, l'Agenzia non ha voluto sentire ragioni: il contribuente deve pagare, poi si preoccupi dei problemi con il gestore telefonico. Il Fisco all'italiana, insomma: prima vuole i soldi, e poi si vedrà.

L'esito - Peccato però che il giudice della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia ha dato ragione al cittadino: "Il ricorrente ha dunque provato che il gestore ha emesso fatture senza averne titolo". La toga spiega: "L'Agenzia assume che i rapporti commerciali tra il ricorrente e il gestore non la riguardino, ma erra, posto che è proprio l'esistenza del rapporto commerciale tra i due, che concretizza il presupposto d'imposta". E ancora: "Se poi l'Agenzia, come pare di capire (...) è convinta di dover “pagare” per responsabilità di altri (...) ben avrebbe potuto chiamare in giudizio il gestore per vedersi sollevata da responsabilità che, assume, non siano sue". Frasi che, tradotte dal burocratese, significano che il ricorso del cittadino è stato accolto: avviso di accertamento annullato. E non solo. Per le Entrate anche la beffa: il pagamento delle spese di giudizio per 750 euro.

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Commenti all'articolo

  • highlander5649

    16 Luglio 2014 - 23:11

    precisazione nel mio precedente commento per passaggi intermedi non si intende abolire i medesimi ma le operazioni di registrazioni ai fini iva acquisti e vendite. in quanto l'iva pagata da un fornitore si detrae dall'iva incassata ed alla fine il gettito 'va è quello percepito sulla spesa dei consumatori finali. tutto il resto è compensato e pari a zero.

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  • highlander5649

    16 Luglio 2014 - 23:11

    in antitesi al precedente commento servirebbe una colossale smplificazione del sistema tributario con un'unica aliquota del 25% per qualsiasi reddito fino a 1 milione di euro ed una del 33% per redditi superiori . un'unica aliquota inoltre redditi di impresa e capitale al 22% infine un'unica aliquota iva al 10% per il consumatore finale aboliti tuttii passaggi intermedi

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  • highlander5649

    16 Luglio 2014 - 23:11

    l'ideale sarebbe una colossale class action contro l'agenzia entrate direzione generale e contro le gestione befera. o degli ultimi 5 anni di soprusi prevaricazioni, ricatti, e denuncia pernale per istigazione al suicidio. e una class action contro tremonti responsabile della stretta che a portato a questi soprusi, ne vedremmo delle belle.

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  • silvano45

    16 Luglio 2014 - 19:07

    si ma il dirigente responsabile quando lo cacciamo e ripaga l'erario del danno fatto,perchè questa burocrazia è veramente stupida arrogante e incapace ed è ora di finire di strapagare i dirigenti che la fanno funzionare

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