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La bacchettata

Ue, il commissario Katainen a Matteo Renzi: "L'Italia pensi alle riforme da fare, non alla flessibilità sul debito"

Ue, il commissario Katainen a Matteo Renzi: "L'Italia pensi alle riforme da fare, non alla flessibilità sul debito"

Invece di parlare di flessibilità, Renzi farebbe meglio a fare le riforme. Il messaggio all'Italia e al suo governo, fin troppo diretto, arriva dal neo-commissario agli Affari economici e monetari, il finlandese Jyrki Katainen, uno dei falchi del rigore dentro l'Unione europea. "Discutere di una maggiore flessibilità nell'interpretazione del Patto di Stabilità è pericoloso, è un dibattito sbagliato", ha commentato Katainen in riferimento anche al discorso del premier Matteo Renzi a Strasburgo della scorsa settimana, perché "per l'Italia è più importante varare finalmente le importanti riforme" promesse dagli ultimi governi. Se il premier sperava di ottenere qualche concessione in più dalla "nuova" Ue, anche appoggiando il popolare Juncker alla presidenza della Commissione, è evidente quanto abbia sbagliato i conti.

"Più debito solo per chi se lo può permettere" - Intervistato dal giornale tedesco Die Welt, Katainen si pone in perfetta scia di Angela Merkel, spiegando di voler "evitare qualsiasi ipotesi sulla possibilità di trovare un modo creativo per eludere il Patto". E tanti saluti a Renzi e ai "ribelli" dell'area mediterranea. "Le medicine fanno bene solo se vengono assunte", è l'ironica conclusione del finlandese, che somiglia tremendamente al suo connazionale e predecessore Olli Rehn, mai tenero con l'Italia. Misure di crescita del debito, "le possono varare solo quei Paesi che possono permetterselo - sottolinea il neo-commissario -. E nell'Eurozona ci sono paesi vulnerabili che non possono farlo. La loro crescita debole non è solo un problema ciclico, ma è il risultato di una scarsa competitività. E contro questo dato non sono di nessun aiuto misure del genere".

Renzi: "Avanti tutta con Forza Italia" - A qualcuno, a Roma, saranno fischiate le orecchie, tanto è vero che non si è fatta attendere la reazione del democratico Sandro Gozi, sottosegretario con delega all'Ue: "Con tutto il rispetto per Katainen, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in Europa non lo dice il commissario pro tempore finlandese, ma il Consiglio dell'Unione europea. E il Consiglio ha parlato chiaro su crescita e flessibilità, di solo rigore l'Europa non campa". Nel frattempo, dal suo viaggio diplomatico in Africa, il premier Renzi ha confermato che il governo viaggerà spedito sulla strada delle riforme: "Avanti tutta con Forza Italia e Nazareno". Per le riforme economiche, invece, si vedrà.

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Commenti all'articolo

  • frankgrassi

    22 Luglio 2014 - 16:04

    mi pare giusto ha ragione Katainen . La politica economica domestica non è piu in grado di risolvere il problema della crescita di un paese , occorrono riforme strutturali profonde non co0nvenzionali e occorre agire anche a livello internazionale e abolire i Paradisi Fiscali e questo lo si può fare soprattutto rispettando i patti con l'Europa http://economicsandpolicy.blogspot.it/2013/01/la-poli

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  • spalella

    20 Luglio 2014 - 13:01

    per una volta sono d'accordo con la UE, e con un commissario che certo non è un becero buonista italiano o spagnolo o francese, o simili altri disfattisti. Per quanto riguarda l'ITALIA Rigore NON vuol dire meno spesa MA MENO SPRECO, MENO TRUFFE, MENO SOLDI BUTTATI IN ENTI INUTILI, IN SOC PUBBLICHE, IN CONSULENZE INVENTATE, IN APPALTI TRUCCATI, IN PRIVILEGI, ECC... quindi Approvo Katainen.

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  • arwen

    20 Luglio 2014 - 09:09

    Mentre Matteo continua a giocare con la riformina del senato e con la legge elettorale, mentre prende x il culatello il M5S, mentre va a braccetto con il rinnovato cavaliere, l'Italia continua ad affondare. Le misure economiche, minime, del governo hanno fallito. I dati macroeconomici sono disastrosi, la disoccupazione cresce. La manovra si settembre sarà spettacolare e pagheremo ancora noi!

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  • encol

    20 Luglio 2014 - 09:09

    Si invocano le RIFORME come se da sole risolvessero tutti i problemi una sorta di bacchetta magica. Certo riformare la giustizia, tagliare brutalmente i costi della casta e rivoluzionare il pianeta Sanità è non solo improcastinabile ma urgente e doveroso. Dal punto di vista del lavoro, che la gente non ha, non saranno certo queste riforme a rimettere in funzione le aziende distrutte

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