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L'editoriale

A sinistra vogliono già riprocessare il Cav

20 Luglio 2014

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Assolto ma anche no. A leggere i giornali ieri si aveva l’impressione che invece di aver prosciolto Silvio Berlusconi dalle accuse di induzione alla prostituzione e di concussione di due funzionari di polizia, la Corte d’appello di Milano in realtà avesse confermato le imputazioni a suo carico, evitando solo di infliggere la pena dei sette anni e l’interdizione dai pubblici uffici. «Cambiata la legge, salvato il Caimano», titolava il Fatto Quotidiano, con a fianco uno spiritoso editoriale di Marco Travaglio dal titolo «Innocente a sua insaputa». Stessa musica su la Repubblica, dove un frastornato Ezio Mauro spiegava che il problema non era giudiziario ma politico (ah sì? Allora perché non lo ha detto subito chiedendo che i pm restassero fuori dalla camera da letto dell’ex premier?) e che a questo punto Berlusconi avrebbe fatto bene a chiarire i misteri del caso Ruby. Lui, l’ex Cavaliere, non chi ha orchestrato tutto ciò allo scopo di disfarsi di un presidente del Consiglio regolarmente eletto.


Fiumi di inchiostro per spiegare che l’assoluzione è figlia della legge Severino che ha modificato la concussione per induzione, lasciando in ballo solo la concussione per costrizione. Non importa che quella stessa legge ora criticata sia stata applaudita perché introduceva norme più ferree contro la corruzione. Né conta che la Procura avesse chiesto per Berlusconi la condanna per il reato di concussione per induzione, utilizzando proprio la stessa legge Severino da poco entrata in vigore. Anzi, per sostenere la tesi di un’assoluzione che in realtà è una condanna, si fa una vera e propria contorsione, spiegando che l’ex premier è stato prosciolto in quanto la nuova concussione per induzione prevede che il concusso sia complice del concussore. I funzionari di polizia che ricevettero la famosa telefonata non avrebbero dovuto agire correttamente come fecero (infatti i superiori non gli contestarono alcuna mancanza né lo ha fatto la Procura) ma avrebbero dovuto fare qualcosa di illegale. Ma è proprio questo il punto: di contrario alla legge non c’è stato nulla. Infatti i giudici hanno stabilito che il fatto non costituisce reato - e non che non è più reato - perché Berlusconi non costrinse né indusse qualcuno a compiere qualcosa che non doveva compiere. Affidare una minorenne a una persona maggiorenne non contrastava né con le regole né con la prassi.

Neppure l’assoluzione dall’accusa di induzione alla prostituzione viene riconosciuta come un’assoluzione, ma anzi come una conferma dell’impianto accusatorio, tanto da far scrivere che a questo punto è assodato che il Cavaliere sia andato a letto con Ruby e che solo la mancanza di consapevolezza che la giovane marocchina fosse minorenne lo ha salvato. Naturalmente i critici sono gli stessi che ieri scrivevano che il Cavaliere non poteva non sapere, sposando in pieno la tesi di Ilda Boccassini. Per comodo loro oggi, invece, i brillanti editorialisti ribaltano la questione, sostenendo che in mancanza di una prova certa che Berlusconi sapesse dei 17 anni di Karima, i giudici lo hanno prosciolto, dando però per scontato che la ragazza si sia prostituita con l’ex presidente del Consiglio. Come facciano ad essere così certi delle argomentazioni contenute in una sentenza di cui sono note solo le conclusioni, cioè le assoluzioni, è un mistero. I giudici potrebbero semplicemente aver stabilito che partecipare a delle cene - eleganti o piccanti - non costituisca reato. E invece no, per i colleghi inaciditi da anni di militanza giustizialista a senso unico, essere prosciolti equivale ad essere dichiarati colpevoli.

Ieri su La Stampa di Torino Carlo Federico Grosso, ex vicepresidente del Csm e uomo assai vicino agli ambienti giudiziari piemontesi, sosteneva che dopo la sentenza di Milano nulla sarà più come prima. Spiace deluderla, caro professore, ma per certa gente tutto è sempre come prima. Perché la giustizia deve sempre essere contro Berlusconi, mai a favore.

di Maurizio Belpietro
[email protected]
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Commenti all'articolo

  • mabo20131938

    15 Febbraio 2015 - 15:03

    Leggendo attentamente l'articolo ed i successivi commenti si comprende benissimo che per la marmaglia sinistronza qualunque argomentazione, per logica e ben motivata che sia, non conta nulla. Contro l'odio politico nessun argomento può fare presa. L'importante è solo dare addosso al nemico, distruggerlo, toglierlo di mezzo. Bisogna trattarli con gli stessi metodi, gli unici che comprendono.

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  • iltrota

    21 Luglio 2014 - 18:06

    Certo!!!! Non potrà essere ancora assolto: le puttanate che ha combinato sono macroscopiche e pacchiane. In un qualunque altro paese del pianeta il sig. Pirlusconi sarebbe già ai margini della società: purtroppo un' Italia mafiosa, ladra e omertosa gli permette ancora di essere al centro dell' attenzione!!! Let's fuck Silvio.....!

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  • frankie stein

    21 Luglio 2014 - 07:07

    Riprocessare Silvio? E perchè mai se è ancora sotto processo?

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