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Il caso

Trento, professoressa lesbica licenziata

Trento, professoressa lesbica licenziata

Nel caso della professoressa lesbica alla quale l'Istituto Sacro Cuore di Trento non ha rinnovato il contratto interviene il ministro dell'Itsruzione che "valuterà il caso con la massima rapidità". E, se emergesse un episodio "legato a una discriminazione di tipo sessuale, agiremo con la dovuta severità".

La vicenda - La docente ha segnalato che una scuola religiosa paritaria del capoluogo trentino non le avrebbe rinnovato il contratto perché è lesbica. Il dicastero ha replicato dicendo che esaminerà il caso "con un confronto chiaro e doveroso con le parti coinvolte. In queste ore - ha detto il ministro - sto raccogliendo gli elementi utili a comprenderne tutti gli aspetti. Laddove ci trovassimo di fronte a un caso legato a una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità". I vertici dell'istituto hanno addotto ragioni economiche, poi la superiora dell'Istituto Sacro Cuore di Trento, madre Eugenia Libratore, ha spiegato di avere parlato con la professoressa, "cercando solo un dialogo per capire se avesse un problema personale" e di essere stata fraintesa nelle intenzioni.

Le reazioni - "Mi pare del tutto logico che una scuola cattolica, con i suoi principi, che non sono i miei, possa avere fatto una scelta di questo tipo. Il punto non è però quello che può decidere o meno una scuola privata, ma che - ha commentato il presidente del Comitato laici del Trentino, Mauro Bondi - il pubblico non può finanziare una scuola che discrimina e va contro la Costituzione". "Ci dissociamo in modo chiaro e assoluto da qualsiasi comportamento discriminatorio che possa ledere la dignità umana in tutti i suoi aspetti", ha affermato il presidente del Comitato regionale Forza Italia Trentino Alto Adige, Enrico Lillo. E il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha assicurato: "Se il motivo della mancata conferma in servizio della professoressa fosse da ricondurre a motivazioni attinenti l'orientamento sessuale della stessa, è evidente che ci sarebbe la necessità di un immediato approfondimento da parte della Provincia".

 

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Commenti all'articolo

  • mariaester

    21 Luglio 2014 - 15:03

    Non si dimentichi che gli utenti della scuola paritaria pagano le tasse allo stato e poi pagano ancora la retta alla scuola, cioè pagano due volte proprio per veder garantito il loro diritto all'educazione che desiderano. Ogni genitore della scuola cattolica firma che il progetto educativo si rifà alla religione cattolica, quindi anche x gli insegnanti che vi lavorano vi è uguale richiesta.

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  • zydeco

    21 Luglio 2014 - 04:04

    Tutto questo e' assurdo. Se io mando i miei figli a una scuola privata per cui pago e' perche' desidero che vengano educati secondo certi principi. Del "politically correct" non me ne frega niente. Non voglio i miei figli coinvolti con lesbiche e omosessuali. I contributi pubblici alla scuola privata sono dovuti al fatto che la scuola da' un'educazione paragonabile o migliore della scuola comunis

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