Cerca

L'iniziativa editoriale

Il libro che allena la mente: diventare più intelligenti si più

Il libro che allena la mente: diventare più intelligenti si più

Essere intelligenti, cruccio di molti e - spesso - prerogativa di pochi. Mica per niente c’è da sempre la mania della misurazione del proprio quoziente intellettivo. Test, cifre, numeri, giochini di logica. E poi l’atteso responso riassunto in un impersonale quanto implacabile numerino. La verità è che celiamo dietro la voglia di giocare un’ancestrale curiosità, quella di scoprire che cosa si nasconde nei più nascosti meandri della nostra mente. Dice: ma intelligenti si può diventare? Ecco, diciamo che il punto di partenza è importante. Ma, come dire, ci si può lavorare. Per dire: insieme con Libero, da domani 26 luglio, si potrà acquistare il volume “Test d'intelligenza e quoziente intellettivo” (BarberaEditore), un agile manuale curato da Alessandra Buschi.

A soli 4,70 euro (più il prezzo del nostro quotidiano) sarà così possibile misurarsi con una serie di esercizi - perdipiù divertenti, che non guasta - ideati per l’appunto per testare in maniera pratica lo stato di salute della nostra intelligenza. Un libro che, inoltre, offre la possibilità di conoscere nozioni e aneddoti legati alla storia dell’intelligenza stessa. Sabato 2 agosto, poi, il secondo volume, “Test e giochi matematici”, alle stesse condizioni.
Perché sappiatelo, d’intelligenza ne esiste più d’una. O meglio, ogni intelligenza ha le sue specificità. Nel corso degli ultimi cinquant’anni, infinite catalogazioni hanno etichettato l’intelligenza come emotiva, animale, intuitiva, superiore, inferiore e via dicendo.

Ad ogni modo, la presa di coscienza di suddetta origine è, come dicevamo, quantificabile attraverso l’indice di misurazione del I.Q. (Intelligent Quotient, vale a dire Quoziente Intellettivo). E lo è, onestamente, da parecchio di tempo. In questo senso, il primo a “dare i numeri” è stato Alfred Binet: lo psicologo francese ha infatti per primo quantificato, nel lontano 1905, il complesso di facoltà psichiche e mentali attraverso la famosa Scala Binet-Simon (Theodore Simon è il nome del collaboratore di Binet). Che in sostanza consiste in una misurazione dell’età mentale che, pare, non sempre (anzi quasi mai) coincide con quella anagrafica - e in efffetti questa cosa può facilmente essere verificata soltanto guardandoci intorno, osservando amici e parenti e conviventi, ma tant’è.

Non era comunque nelle intenzioni di Binet vivisezionare la mente e i pensieri per dividere intelligenti e stupidi. Peraltro si è poi scoperto che il binomio intelligenza/stupidità è una mera convenzione, poiché entrambe mancano ancora di una definizione universalmente condivisa. Tornando a Binet, il suo scopo era quello di curare i bambini con difficoltà a livello intellettuale.

A seguire, è in effetti il tedesco William Louis Stern a introdurre quello che oggi chiamiamo “quoziente intellettivo”. Formula coniata poco prima della Grande Guerra, nel 1912. Consiste, come detto, in un lineare rapporto tra età mentale e età biologica, il cui risultato viene poi moltiplicato per cento. Quattro anni dopo, l’americano Lewis Madison Terman elabora una versione rivisitata della scala di Binet ma, nonostante le modifiche, l’applicazione sulla mente adulta risulta difficile.

Dobbiamo attendere il 1939 per arrivare al primo test d’intelligenza appositamente realizzato per la popolazione adulta, la Wechsler Adult Intelligence Scale (o WAIS). Da qui in poi, le cifre, i test e i risultati si sprecano. Con contraddizioni e discussioni accademicca, quando si tratta di scienziati e test attitudinali. Ma la questione, se affrontata con leggerezza e senza la pretesa di ottenere risposte definitive, può diventare divertente oltreché interessante. Misuratevi con il volume in uscita domani con Libero. E saprete qualche cosa di più su voi stessi. Sperando che vi piaccia.

di Antonella Luppoli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fortaleza

    10 Novembre 2014 - 19:07

    arwen, non so se sei donna o uomo. Se donna è solamente invidia perchè è giovane, bella e ... ministro; se uomo è solamente rabbia perchè non te la puoi portare a letto, essendo così offensivo. Comunque, se mi metti il tuo indirizzoinquesta parte del giornale, mando uma copia anche a te, per imparare a non essere maleducato.

    Report

    Rispondi

  • seve

    29 Luglio 2014 - 14:02

    Dovrebbe andare a ruba .

    Report

    Rispondi

  • francescoconforti27

    25 Luglio 2014 - 17:05

    se costa solo 4,5 € è un affare da prporre soprattutto a Rednzi e alla Boldrini. magari possono miglòiorare:

    Report

    Rispondi

  • kobra12

    25 Luglio 2014 - 15:03

    Volete far diventare la gente più intelligente??? Incredibile

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog