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Campioncini

Francesco Romagna, piccoli Andrea Pirlo Crescono

Andrea Pirlo

Chievo-Juve 1-5: con questo incredibile risultato gli Allievi della Juve hanno trionfato nel marzo scorso al Trofeo Beppe Viola Arco di Trento. Con i suoi compagni del ’97 doveva esserci anche Filippo Romagna. Se non fosse che il difensore centrale in quel momento si trovava a Firenze per il match di Europa League contro i viola. Ma perché Antonio Conte in piena emergenza si era affidato a un ragazzo di 17 anni? Perché Romagna è uno abituato a bruciare le tappe e con gli Allievi non ci giocava più da un anno, trascinato a forza in Primavera dall’ex tecnico Marco Baroni.

In fondo è questa la storia di Filippo con la Juve, un racconto di attrazione magnetica e fisica. Nato a Fano, cresciuto calcisticamente da pendolare a Rimini. A 14 anni lo chiama il Milan, ma il ragazzo non ha alcuna intenzione di lasciare la sua riviera. Ci prova una prima volta la Juve ed è ancora un no. Gianluca Pessotto, però, non molla. Va a Fano, incontra i genitori mentre il ragazzo è a scuola. Ma non c’è verso di convincere Filippo. «Vieni almeno un giorno a vedere quello che ti sto proponendo», è la proposta dell’ex difensore. Vincente. Romagna arriva a Vinovo con la famiglia e ci rimane da solo: qualche mese difficile, poi l’amore per la Juve vince su tutto. Anche sul tifo per la maglia del Milan, complice l’arrivo di Pirlo dai rossoneri a Torino.

Lettura del gioco, tempismo nell’anticipo e una grande capacità decisionale sono le sue armi migliori. Tanto che pure nell’Italia under 17, di cui è capitano, quando serve gioca a centrocampo: regista come il suo idolo barbuto. L’ex responsabile del settore giovanile juventino Giovanni Rossi, oggi a Sassuolo, lo indicò come uno dei tre più promettenti giovani con Bryan Cristante (Milan) e Alberto Cerri (Parma). Un difensore, un regista e un bomber: l’Italia del futuro partirà da loro.

di Francesco Perugini

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