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La moda su Instagram

Porsche, orologi di lusso, yacht e fiumi di champagne I figli di papà si divertono a umiliarci con i selfie

Porsche, orologi di lusso, yacht e fiumi di champagne I figli di papà si divertono a umiliarci con i selfie

Secoli fa i ricchi, con sadico compiacimento e per confermare a se stessi di essere effettivamente ricchi, facevano dipingere sulle pareti delle proprie sale da pranzo delle scene campestri che immortalavano poveri contadini intenti nel lavoro agricolo o nella consumazione di un frugale pasto. Un modo, appunto, per rimarcare il proprio censo elevato e per avere sempre sotto gli occhi, mentre ci si nutriva abbondantemente, una realtà giudicata pittoresca, nello stesso modo in cui noi oggi potremmo reputare pittoresca la riproduzione disegnata di un serraglio di animali. Ma un momento: noi chi? Beh, tutti noi - la maggioranza degli esseri umani - che ricchi (o quantomeno smodatamente ricchi) non siamo. Sì, perché esiste una minoranza di individui, per lo più collocabile in una fascia di età che va dall’adolescenza ai 25 anni, per la quale l’irrisione strafottente di chi è meno facoltoso è, ancora adesso, un esercizio consueto e gradito. La differenza con il passato è che in costoro la libidine, anziché passare attraverso la contemplazione delle disgraziate condizioni altrui, si attiva rimirando se stessi in fotografie che li immortalano mentre, nella maniera più sfacciata e rozza, ostentano il lusso di cui massicciamente dispongono. Non solo rimirando se stessi, in verità: anche facendosi rimirare (o più probabilmente detestare) da un sacco di altra gente grazie a Internet.

Le foto di cui si è appena detto, infatti, vengono inserite in Instagram e in altri programmi di condivisione di immagini, oltre che nei vari social network (da Facebook a Twitter): è come se il web, dando la possibilità di esibirsi di fronte al mondo, avesse rotto (soprattutto nei più giovani) gli argini di quella cafonaggine che rappresenta un rischio costante per ogni persona straricca. Da qualche tempo è addirittura nato “Rich Kids of Instagram”, un blog (da 850.000 contatti al mese) che ospita gli impudenti autoscatti di tanti figli di papà i quali godono nello sbattere in faccia alla plebe del pianeta i propri privilegi. Privilegi che, prevedibilmente, si riducono, per questi piccoli paperoni malati di conformismo, a tre o quattro situazioni in tutto, sempre le stesse. Non ce n’è uno che mostri orgoglioso la propria collezione di incunaboli o anche solo di fumetti rarissimi (l’albo del 1938 con la prima apparizione di Superman, in fondo, è stato venduto a 2 milioni e 161mila dollari)… Macché. È tutto uno sfoggio di macchinone, orologioni, yacht da cui tuffarsi in mare e colossali bevute a bordo piscina di Moët et Chandon, meglio se tracannato direttamente da bottiglioni da due litri. La triade adorata da questi plutocrati in erba, inutile dirlo, è quella composta da soldi, sesso e droga, e non a caso nella home-page di “Rich Kids of Instagram” campeggia, bello grosso, il dettaglio di una banconota da un dollaro su cui è cosparsa un’inconfondibile striscia di polvere bianca. Non c’è bisogno di essere moralisti o pauperisti per farsi piacere poco tutto ciò. La tendenza del selfie da ricco sfondato ha peraltro attecchito subito pure in Italia. E senza nessuna variante significativa. Anche nei profili Instagram dei nostri danarosi rampolli, da Milano alla Sicilia passando per Roma, è un tripudio di compleanni celebrati all’interno di magioni principesche o su imbarcazioni extralusso, alternati all’ostentazione spudorata (talora più di un esemplare per volta) di Porsche, Maserati, Rolex, Longines e via elencando.

Fra questi agiati giovanotti, certamente, trionfa il logoro mito dello sballo - il che, per inciso, li rende del tutto simili ai loro coetanei meno benestanti - ma si direbbe anche che essi percepiscano se stessi soltanto come ricchi. Non hanno molto altro da fare o da dire, cioè, se non scialacquare i soldi che la buona sorte ha fatto loro piovere sul capo e che, facendoli vivere in una sorta di universo parallelo, li tiene al riparo dalla verità del mondo. E, dato che Internet glielo consente, rendono nota tra una baldoria e l’altra questa loro trascurabile attività (di lapidare quattrini), cercando di impressionarci a botte di aerei privati e vasche riempite con lo champagne. Magari qualche volta ci riescono, a impressionarci, però attenzione agli effetti collaterali. L'ideologia comunista se la passa male, lo sappiamo, ma se c'è una cosa che potrebbe decretarne la rinascita sono proprio i selfie di questi teen ager dai portafogli troppo gonfi.

di Giuseppe Pollicelli

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Commenti all'articolo

  • Gianni Schicchi

    31 Dicembre 2014 - 13:01

    Sono amico di un intelligentissimo giovanotto di origini modestissime ma che, laureatosi a peni voti a colpi di borse di studio, era già milionario (in euro) prima dei trent'anni, un'età alla quale molti ragazzi dipendono da papà pure per comprarsi le sigarette. Essere ricchi non è una colpa. I citrulli di cui parla l'articolo sono di un'altra specie zoologica, quindi non generalizziamo.

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  • massimo1954

    28 Luglio 2014 - 20:08

    Arriverà anche per loro,la resa dei conti con la salute dove i soldi,non servono se non,per morire con un po' più di assistenza!

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  • aifide

    28 Luglio 2014 - 10:10

    Una bella retata e tutti condannati a lavorare per la variante di valico dell'autostrada del sole.

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