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Presidenza Figc

Moggi: vi spiego perchè Tavecchio è meglio di Albertini

L'ex braccio destro di Abete ha partecipato agli ultimi sette anni di disastri azzurri

Moggi: vi spiego perchè Tavecchio è meglio di Albertini

Siamo sinceri, questo polverone per la corsa alla presidenza della Figc proprio non ce l’aspettavamo. Soprattutto perché sono soltanto due i candidati, Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini: il primo, presidente della Lega Dilettanti dal 1999; l’altro, dal 2007 (troppo tempo ormai) a presidiare l’area tecnica Federale.

Da un primo raffronto tra i due emerge nettamente la figura di Tavecchio, il quale, preso il settore Dilettantistico in condizioni pessime, l’ha trasformato in positivo tanto da essere ora il fiore all’occhiello della Federazione. Per quanto riguarda Albertini, possiamo dire che abbia brillato soprattutto per i suoi silenzi, è passato attraverso due eliminazioni al primo turno dei Mondiali 2010 e 2014 senza che si sia sentita la sua voce (soprattutto prima ma anche dopo le gare), in aiuto di Prandelli e della squadra. Parla adesso perché candidato alla presidenza; aveva anche dichiarato che, dopo i mondiali ai quali era arrivato da vicepresidente dimissionario, avrebbe cambiato aria ma non l’ha fatto, forse “incoraggiato” dai risultati ottenuti da quella che fu la nazionale del trio Abete-Prandelli-Albertini con la supervisione del Direttore Generale Antonello Valentini.

Il "Trio allegria" - Quattro persone al comando, chi per un verso chi per un altro colpevoli di aver trascinato il nostro calcio al minimo storico. Passi per Valentini, che al massimo può fare il tifoso e non ha colpe se Abete lo ha promosso, con la sua lungimiranza, a Direttore Generale; non si può però passare sopra ai comportamenti del “trio allegria” Abete-Prandelli-Albertini, che è riuscito a trasformare in scampagnata la trasferta brasiliana.
L’unica nota positiva è che ci siamo liberati, ed era ora, di Abete e Prandelli: difficile però capire come Albertini abbia avuto il coraggio di candidarsi alla presidenza e, ancora, con quale coraggio potrà essere appoggiato da quanti professano di voler bene al calcio. Gli stage vengono fatti per capire le qualità del soggetto, Albertini ha fallito, è da bocciare oltretutto perché il suo praticantato, cominciato nel 2007, ha percorso l’intero periodo disastrato del nostro calcio.

Si parla, anzi si sparla, di Tavecchio, del suo modo di esporre il programma, della sua infelice battuta sugli extracomunitari (che voleva essere solo una battuta), per la quale ha anche chiesto scusa. Si invoca l’inchiesta della Fifa perfino da quanti, nel lontano 2006, criticarono proprio Blatter per non aver voluto premiare la nostra nazionale Campione del Mondo.Nessuno a dire che Tavecchio ha colpito effettivamente il centro del bersaglio: a giusta ragione disse un giorno Fabio Capello che il nostro campionato «non è allenante», troppi gli stranieri non all’altezza.
Tavecchio ha ribadito questo concetto, magari accentuando l’esposizione programmatica con la battuta infelice, probabilmente detta per sintetizzare meglio l’importanza che riveste questo punto per la ripresa del nostro calcio. Se infatti nella Premier inglese gli stranieri possono accedere solo se abbiano fatto determinate partite nella nazionale del proprio Paese, perché - dice Tavecchio-, non farlo anche in Italia? Si darebbe sicuramente più qualità e anche credibilità al nostro campionato. Se poi qualcuno dovesse obiettare che in Germania l’ingresso agli stranieri è libero e loro sono diventati Campioni del Mondo, allora dovrebbe essere tirata in ballo la diversa qualità dei dirigenti nostrani rispetto a quelli tedeschi; la Merkel nel caso ci potrebbe dire «ancora non siete in grado di camminare da soli».

Nuove regole - Se è vero, ed è vero, che pure nel settore giovanile abbondano gli stranieri anche extracomunitari - è giusto quello che dice Tavecchio: serve eliminare per quanto possibile questa moda e dare più possibilità di emergere ai nostri giovani, punendo quei club che per tesserare un giovane straniero arrivano addirittura a cercare lavoro al capofamiglia con relativa residenza. Sono queste le linee programmatiche esposte da Tavecchio, che ha già avuto modo di praticarne alcune con successo nel settore Dilettantistico, non è quindi un esperimento anche perché di persone a fare esperimenti in Figc ce ne sono già state troppe e non se ne sente assolutamente più bisogno .

Sarebbe giusto quindi che tutti coloro che hanno a cuore il nostro calcio mettessero da parte la politica lasciando il posto al senso di responsabilità; sarebbe giusto dire stop alle polemiche faziose; non sono queste le elezioni politiche che mettono in gioco l’avvenire della nostra Italia, sono però elezioni che devono portare le persone giuste al posto giusto per ridare linfa ad un “gioco”, quello del calcio, che tanti amano e vorrebbero rivedere competitivo come lo era nel 2006, quando persone incapaci attuarono il ribaltone chiamato Calciopoli insediandosi in posti di comando a loro non confacenti, rigettati poi dal “calcio” stesso per insipienza lavorativa: perché il calcio non concepisce chi non conosce la materia.

di Luciano Moggi

 

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Commenti all'articolo

  • lady1

    11 Agosto 2014 - 22:10

    Che schifo!!!!!!

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  • scorpio53

    11 Agosto 2014 - 19:07

    se tavecchio è sponsorizzato da Moggi, povero calcio italianoe povera nazionale; cosa chiederanno ora a Tavecchio le squadre di lega pro, se non di sottrarre soldi alle società di prima fascia (a cui dovrebbero servire per rintuzzare, in champion e europa league la concorrenza estera) per spandere a "pioggia" ssopra i loro capi??? Tavecchio è parte del cancro della FIGC

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  • mab

    01 Agosto 2014 - 13:01

    Ma certo, dire mangiabanane è un peccato mortale, se poi questi "neri" hanno portato ogni genere di degrado e delinquenza non è poi così grave, e non è neppure il caso di farne un caso internazionale........ Albertini poi ha il classico comportamento democristiano, silenzioso e accondiscendente, così non si perde il prezioso posto di "lavoro".

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  • zydeco

    30 Luglio 2014 - 23:11

    Qui si vede la stupidita' e la banalita' del politically correct. Perfino enti che dovrebbero essers seri e dgni di rispetto si fanno coinvolgere nella banalita' di questa fregnaccia. Ma devono far vedere comesono bravi e soprattutto antirazzisti Il cervello della sinistra...

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