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Ilva Taranto: morto a 5 anni il bimbo simbolo dell'emergenza inquinamento

Ilva Taranto: morto a 5 anni il bimbo simbolo dell'emergenza inquinamento

Dopo anni di lotta e resistenza contro il tumore al cervello che lo teneva prigioniero da quando era venuto al mondo, Lorenzo Zaratta, si è spento ieri sera, all'età 5 anni, a Taranto. A sua insaputa Lorenzo portava avanti la battaglia contro i drammi dell'Ilva. Il padre lo ha reso noto attraverso un messaggio su Facebook.

Il simbolo della lotta - Il suo caso venne alla luce circa due anni fa, nell'agosto del 2012, quando il padre Mauro partecipò a una manifestazione contro l'inquinamento che tormenta l'intero capoluogo pugliese. Mauro portò all'attenzione dei manifestanti una storia non rara per quella regione - un caso di tumore - ma particolare: il paziente in questione aveva appena 3 anni. "Nessuno è in grado di dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo e i fumi dell’Ilva - aveva sentenziato il padre in quell'occasione - ma la mia famiglia lavorava lì e i miei nonni, mia mamma sono morti di tumore. Mio suocero anche era all’Ilva e mia moglie, durante la gravidanza, lavorava nel quartiere Tamburi. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas in grado di modificare il dna e provocare errori genetici come quello di mio figlio".

 

 

Una battaglia da combattere - Non sono bastate le cure adottate dalla famiglia per curarlo come non è servito il trasferimento a Firenze per migliorarne la condizione medica. Ma la morte di Lorenzo resterà una pietra miliare per tutti, e soprattutto per gli ambientalisti, nella lotta contro l'inquinamento ambientale. Sul sito Peacelink Alessandro Marescotti invita tutti a portare avanti la battaglia contro i fumi dell'Ilva. "Sono stati una risposta dignitosa e forte all’indifferenza di quanti si voltano ancora dall’altra parte per convenienza, ignoranza o peggio ancora, ignavia. A 3 mesi di vita avevano trovato a Lorenzo un tumore alla testa di 5 centimetri".

L'industria strisciante - Sebbene si muore a causa dei fumi tossici e la regione ne sia impestata fino al sottosuolo, per domani, venerdì 1 agosto, Confindustria Taranto ha indetto una manifestazione per contestare la desertificazione industriale perché, ha fatto sapere Vincenzo Cesareo: "Siamo al capolinea. E' sparito dall'orizzonte il nostro futuro".

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Commenti all'articolo

  • arwen

    31 Luglio 2014 - 21:09

    ILVA, altro scandalo a tinte rosse scomparso dalle cronache nazionali.........

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