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La mossa

Figc, Malagò, l'uomo di Renzi per prendere anche il calcio

Figc, Malagò, l'uomo di Renzi per prendere anche il calcio

Niente è stato ancora deciso, ma certamente la giornata di ieri è stata un punto di partenza. Le consultazioni dei due candidati alla presidenza Figc, Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini, non si sono risolte con alcun colpo di scena: nessun passo indietro, mentre Giovanni Malagò, capo dello sport italiano che aveva convocato i due a Roma, potrebbe averne fatto uno in avanti. Da supervisore (gli va riconosciuto finora di non essersi mai intromesso), il presidente del Coni sta cercando il momento per scendere in campo: non pro-Tavecchio, né pro-Albertini, semplicemente pro domo sua, vale a dire per l’interesse del calcio e dello sport in generale, autonominandosi commissario Figc.

Ma lo scenario è complesso. Come arrivare al commissariamento (ipotesi che peraltro non può rappresentare una soluzione salvifica né a lungo termine) in maniera “democratica”? Una larga fetta delle istituzioni, del calcio e dell’opinione pubblica (anche abilmente ammaestrata dai media radical chic di sinistra) ritiene Tavecchio impresentabile per le frasi su banane e africani. Ma ad oggi, a meno che l’emorragia di voti non aumenti in modo imprevedibile (Juve, Roma, Fiorentina, Samp, Sassuolo, Cesena, Torino e Brescia i club dichiaratamente “anti” Tavecchio, ma sono pochi per scalfire il teorico 60% di consenso e far lievitare il 35% di Albertini, poco in sintonia con le società) alle elezioni dell’11 agosto il numero uno dei Dilettanti avrà la maggioranza (ieri il Consiglio Direttivo gli ha ribadito piena fiducia).

E qui entra in scena Malagò, spinto in maniera occulta ma pressante dal premier Renzi, che ha finto di lavarsene le mani ma in realtà sta lavorando nell’ombra per evitare che la Fifa apra una vertenza per interferenze indebite del Governo. «Se parlo potrei far squalificare dalla Champions Juve, Roma e Napoli», l’uscita di Renzi, che conferma il dribbling messo in atto per prendersi il calcio.
Dunque, il capo del Coni ha bisogno che si creino le condizioni per poter commissariare la Figc e come prima mossa sta tentanto di far ritirare la candidatura Tavecchio e Albertini, di modo che non ci siano soggetti eleggibili l’11 agosto e quindi possa prendere legittimamente in mano la patata bollente. Una manovra che peraltro sancirebbe la sconfitta anche del patron della Lazio Claudio Lotito, eminenza grigia di Tavecchio, pronto a diventarne vice (è già componente del consiglio di Lega) ma che vedrebbe il proprio progetto crollare sotto i colpi di un romanista doc quale «Giovannino de’ Parioli».

Con Albertini, Malagò ha parlato due ore di programmi, l’ex milanista all’uscita se l’è cavata diplomaticamante sostenendo che «per il commissariamento per ora non ci sono le condizioni»; con Tavecchio il colloquio è durato oltre tre ore, si è parlato dettagliatamente del programma e delle vicende degli ultimi giorni, sondando in qualche modo anche una possibile marcia indietro. L’ex sindaco di Ponte Lambro ha poi ribadito: «Se le Leghe mi danno il consenso vado avanti», dando piena disponibilità al confronto ma sapendo che la maggioranza è con lui.
A brevissimo i tre si rivedranno tutti insieme. L’auspicio del presidente del Coni è trovare una soluzione condivisa, anche perché Malagò (e Renzi) è spaventato pure da un altro scenario che desidera evitare. Tavecchio rischia di ritrovarsi presidente ma con un Consiglio diviso, di difficile governabilità. Per questo, la soluzione dell’ “imboscata” è stata messa da parte come extrema ratio. Si dice che Malagò potrebbe tentare di convincere sottotraccia i club di A e B ancora fedeli a Tavecchio a esprimere voto nullo, così da avere tre votazioni non valide e (intervenendo prima del ballottaggio) prendere in mano la questione. Ma questa è l’ultima, rischiosa ipotesi.

di Tommaso Lorenzini

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Commenti all'articolo

  • milibe

    02 Agosto 2014 - 16:04

    qualsiasi meglio di tavecchio! e poi ha il cognome che è già un programma

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  • marco50

    02 Agosto 2014 - 15:03

    Il comunicato ,letto prima delle partite dice: “Costituisce comportamento discriminatorio, sanzionabile quale illecito disciplinare, ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religi...etc. Se dico comunista di merda ,va bene,oppure è discriminatorio? Se faccio un coro con " Elkan ladro", cos'è?

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  • RaidenB

    02 Agosto 2014 - 14:02

    Renzi ha messo le mani dappertutto, mi sembra logico che voglia metterle anche sul mondo del calcio. Peggio che la Russia sotto Stalin.

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  • opoppo

    02 Agosto 2014 - 08:08

    Forse, per l'unica volta nella sua vita, ha ragione Tavecchio

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