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L'editoriale

Renzi fa il canguro e i soldi saltano via

2 Agosto 2014

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Alitalia vola via: la compagnia di bandiera d’ora in poi sventolerà negli Emirati. La notizia probabilmente rallegrerà i contribuenti italiani, stanchi di sborsare quattrini per un vettore di cui più che gli aerei sono sempre decollate le perdite. Se ne va anche la Fiat, che da ieri ha preso il nome di Fca e soprattutto ha preso casa a Londra, dove si pagano meno tasse. Anche questa probabilmente è una notizia che non dispiace a chi in Italia le imposte le versa: la real casa sabauda infatti non è mai stata molto simpatica a chi era in regola con il fisco. La ritenevano responsabile di troppe cose, oltre che di aver rallentato i collegamenti ferroviari, di aver munto per anni l’Italia per ottenere contributi pubblici. Pare che Gianni Agnelli avesse coniato un motto che sintetizzava alla perfezione il conflitto di interessi: ciò che va bene alla Fiat va bene all’Italia. Con il tempo si è capito che ciò che andava bene alla Fiat andava bene soprattutto agli azionisti dell’industria automobilistica di Torino, mentre ciò che andava bene all’Italia era altro, di certo non l’accondiscendenza al sindacato e al punto unico di contingenza che l’Avvocato accettò per quieto vivere nella sua fabbrica. Comunque amen, ormai la Fiat appartiene al passato, per lo meno come l’abbiamo concepita dal dopoguerra ad oggi, e anche l’Alitalia rappresenta un’altra era.

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