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Il mistero dell'avvocatessa trovata decapitata in un bosco

La donna era sparita da un hotel in Alto Adige, il corpo rinvenuto in Canton Ticino

Il mistero dell'avvocatessa trovata decapitata in un bosco

La certezza dell’identificazione arriverà solo tra qualche giorno, quando l’esame del Dna darà un nome e cognome al cadavere di donna ritrovato in fondo a un crepaccio tra i monti del Bernina. Intanto i primi accertamenti confermerebbero che il corpo, in avanzato stato di decomposizione e senza testa, sarebbe quello dell’avvocato Cosima Corinne Schütterle, 47 anni di origini tedesche ma milanese di adozione. La donna era scomparsa nel nulla lo scorso 11 giugno durante una vacanza a Curon, in Val Venosta in Alto Adige.

Un giallo iniziato nella camera dell’hotel Edelweiss da dove, assieme ai due suoi cani, Corinne si era allontanata con l’auto, una Toyota Auris, lasciando in stanza tutti i suoi effetti personali (portafogli e cellulare compresi).

A confermare il ritrovamento è stata al polizia svizzera informando per primi i carabinieri di Silandro, che da settimane avevano avviato le ricerche della donna scomparsa improvvisamente nel nulla. Tra l’altro accanto al cadavere della donna sarebbe stato trovato anche quello di uno dei cani (un West Highland White Terrier), mentre un altro cucciolo era stato recuparato nella zona della scomparsa poche ore dopo l’allarme lanciato dai proprietari dell’albergo. Particolari che peserebbero non poco nelle ipotesi investigative dei carabinieri. Il cadavere sarebbe stato rinvenuto lo scorso 25 luglio sul fondo di un crepaccio di una zona silvana dei monti del Bernina, in Svizzera. Per ora, però, la polizia cantonale retica non confermerebbe il particolare della testa mozzata, che potrebbe essere stata “preda” di qualche animale selvatico. Solo l’eventuale autopsia, quindi, potrà fugare ogni dubbio e dipanare il mistero intorno alla morte dell’avvocato.

Corinne Schütterle lavorava presso uno studio legale specializzato in diritto internazionale a Milano. A quanto pare aveva deciso di prendersi una pausa dalla vita caotica della metropoli lombarda avvisando l’anziana madre, che vive in Germania, che avrebbe fatto una breve vacanza in montagna. Tutto regolare fino all’11 giugno. Poi il silenzio che per gli investigatori potrebbe significare “incidente” o anche “delitto”.
Nessuna pista è stata ancora esclusa e solo i risultati autoptici potranno confermare o smentire ogni ipotesi sul giallo del Bernina.

di Giuseppe Spatola

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Commenti all'articolo

  • silti

    04 Agosto 2014 - 13:01

    Sì,ma che investigatori? Sia gli italiani che gli svizzeri non brillano certo di acutezza!

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