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Contrasto al sommerso

Redditometro, partite le 75mila lettere a chi ha speso troppo

Redditometro, partite le 75mila lettere a chi ha speso troppo

Il Fisco rilancia sulla partita della divergenza spese-redditi dei contribuenti. Lo fa con un pacchetto di lettere inviate ai contribuenti per "avvisarli" del fatto che, dal confronto fra la dichiarazione dei redditi 2013 (anno d'imposta 2012) e le spese effettuate nel 2012, ricostruite attraverso le banche dati, risultano uscite non compatibili con i redditi dichiarati.

I destinatari delle comunicazioni sono 75mila contribuenti, considerati a rischio a seguito degli incroci eseguiti dall'Agenzia, e che ora avranno una doppia possibilità: da un lato ravvedersi per quel che riguarda la dichiarazione dei redditi dell'anno scorso e, dall'altro, valutare se rivedere la dichiarazione di quest'anno proprio alla luce dell'"avviso" dell'amministrazione finanziaria. Possibilità che i contribuenti stanno valutando in questi giorni.
Il quadro
L'operazione è stata sperimentata già negli anni scorsi e si colloca in linea con quanto prefigurato nel Piano del Governo contro l'evasione (si veda «Il Sole 24 Ore» del 31 luglio) dove si afferma che «con l'obiettivo di innalzare il livello di adempimento spontaneo dei contribuenti, anche con riguardo alle apparenti incoerenze tra i redditi dichiarati e le spese sostenute nell'anno, verranno privilegiate iniziative, non riconducibili al controllo in senso stretto, volte a migliorare il rapporto con il Fisco e l'innalzamento del livello di adempimento spontaneo (c.d. tax compliance). A tal fine, verranno inviate ai contribuenti apposite comunicazioni finalizzate a favorire la dichiarazione spontanea di redditi compatibili con le spese sostenute, anche dal proprio nucleo familiare. L'adozione dello strumento tiene conto dei risultati positivi in termini di maggiori imposte versate dai destinatari delle comunicazioni inviate nel triennio 2011/2013». Del resto, il bilancio delle esperienze degli anni precedenti è stato largamento positivo. Con costi contenuti per Agenzia e contribuenti e con l'opportunità di ricavare incassi immediati di peso e di riportare contribuenti con situazioni problematiche in un'area di fedeltà fiscale.

 Con le comunicazioni l'agenzia delle Entrate invita i contribuenti a dichiarare di più, esortandoli a regolarizzare eventuali posizioni pregresse o ad adeguare (al rialzo) il reddito 2013. Le lettere sono state predisposte dalla direzione centrale Accertamento e danno, dunque, notizia che dalle banche dati dell'amministrazione finanziaria emergono spese apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati nel periodo di imposta 2012.

A questo scopo è allegato un prospetto che riporta la natura di tali spese come acquisti di immobili, auto, sottoscrizione di contratti di leasing, polizze assicurative e spese per lavoro domestico, senza, però, alcuna indicazione delle somme spese. L'Agenzia, quindi, suggerisce di valutare attentamente la posizione per considerare l'opportunità di presentare una dichiarazione integrativa, beneficiando del ravvedimento operoso. Infatti, fino al 30 settembre 2014 è possibile rettificare la dichiarazione già presentata, relativa all'anno 2012, pagando sanzioni ridotte sulle maggiori imposte dovute dal nuovo calcolo. L'amministrazione invita poi a valutare anche il periodo di imposta 2013 (Unico 2014) sempre nell'ottica di adeguare il reddito complessivo da dichiarare. In sostanza un "suggerimento" a rettificare il pregresso e a dichiarare di più per il 2013. Alla lettera non va data alcuna risposta, salvo non si riscontrino errori: in tal caso è possibile inviare una mail ovvero telefonare al call center. Si tratta, in buona sostanza, di una mera informazione, con la quale si "preallerta" il contribuente. Non va taciuto, però, che in concreto, l'assenza di dati numerici rende difficile tale valutazione: il contribuente infatti, salvo macroscopici errori, quali un acquisto immobiliare mai eseguito, potrebbe solo riscontrare se il reddito dichiarato sia compatibile con le spese indicate per genere (senza alcuna indicazione di importo). Ipotesi che, verosimilmente, è già stata vagliata in sede di presentazione della dichiarazione per il periodo d'imposta 2012, così come anche per quello 2013. Va poi segnalato che nelle banche dati sono presenti molte più spese di quelle elencate nell'allegato alla comunicazione: pertanto gli elementi a disposizione degli uffici per contestare i redditi dichiarati sono ben superiori.

 



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Commenti all'articolo

  • ex finiano

    03 Agosto 2014 - 10:10

    Quindi? Si lamentano che non si spende e non si crea benessere. Se si spende si viene crocifissi! Allora è chiaro che quei pochi benestanti che ci sono alla fine stanno attenti anche allo spendere per evitare di incappare in situazioni del genere! Ormai è terrorismo!

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  • attualità

    03 Agosto 2014 - 07:07

    Wiva il nero... E' liberta'assoluta.....

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  • attualità

    03 Agosto 2014 - 07:07

    Bisogna far girare la moneta per il rilancio dell'economia. Non spendete pericolo ufficio delle entrate e uscite. Na annate affanculo tutti.... W il nero...

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  • rosannasi

    03 Agosto 2014 - 06:06

    Ma questo diventa statalismo !!!

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    • babbone

      01 Dicembre 2014 - 18:06

      No questo è comunismo reale.

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