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Dall'albergo al volo in aereo:
guida pratica per difendersi dalle fregature

Dall'albergo al volo in aereo: 
guida pratica per difendersi dalle fregature

Estate: tempi di arrivi e partenze, di valigie da fare e da disfare. E’ il momento su cui convergono le aspettative e i sogni di tutto l’anno. Tuttavia, può capitare che la stanza d’albergo prenotata non sia esattamente quella vista sulle foto del catalogo oppure che l'aereo non decolli. Il Sole 24 Ore ha pubblicato una guida per la difesa del turista che vi proponiamo. 

La camera non c'è più - Se l’albergo è inadempiente perché non mantiene la disponibilità dell’alloggio prenotato, l’albergatore deve procurare una sistemazione alternativa. E, nel caso non lo faccia, l’albergatore deve pagare al cliente il doppio della caparra versata oltre al danno patito per il sopravvenuto annullamento della sua prenotazione. Se invece la stanza non è esattamente come quella promessa, il cliente deve documentare con prove fotografiche o video la sua lamentela e presentare reclamo all’albergatore con raccomandata con ricevuta di ritorno entro 10 giorni lavorativi dal rientro alla propria residenza. Con lo stesso reclamo, oltre alla restituzione di tutto o di parte del prezzo pagato per l’alloggio, il turista può anche chiedere un risarcimento del danno “morale” da vacanza rovinata. Se il cliente non si presenta senza dare preavviso non ha diritto alla restituzione della caparra. Molte strutture indicano la penale che si applica in caso di rinuncia, una percentuale che aumenta con l’avvicinarsi della del periodo che era stato prenotato.


Overbooking - Se invece avete problemi con l’aereo perché la compagnia non vi fa imbarcare avete diritto a un rimborso che varia dai 250 ai 600 euro in base alla lunghezza del volo e alla sua destinazione. I passeggeri lasciati a terra hanno diritto a cibo, bevande e a una sistemazione in albergo in attesa che vengano imbarcati su un altro volo. Se tuttavia si viene riprometti, si mantiene comunque il diritto alla compensazione economica ma gli importi possono essere dimezzati del 50% se il nuovo volo dovesse arrivare a destinazione con un ritardo che non sia superiore alle quattro ore dopo rispetto a quello originario.  Se l’aereo non decolla per cause esterne, come scioperi o condizioni meteo critiche, si ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto o alla riprotezione sul primo volo utile ma si può avere diritto anche a una ricompensa pecuniaria (fino a 600 euro) purché il volo non sia stato cancellato per cause imprevedibili o di forza maggiore come allarme per la sicurezza o condizioni meto oppure scioperi.

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