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Il New York Times pubblicizza una app a favore della marijuana

Il New York Times pubblicizza una app a favore della marijuana

Leafly, azienda con sede a Seattle, ha creato un app che fornisce informazioni sulla marijuana e ha comprato uno spazio pubblicitario su niente meno che il New York Times. Inutile dire che la cosa abbia fatto scalpore. Lo scorso luglio la testata newyorkese si era pubblicamente schierata a favore della liberalizzazione della marijuana per scopi curativi, il vero polverone, però, si è sollevato quando a pagina 17 del quotidiano è apparsa l'inserzione pubblicitaria dell'applicazione incriminata.

La pubblicità - E' la prima volta che succede una cosa del genere, e, se vogliamo, è un evento storico. La società Leafly ha sede a Seattle, nello stato di Washington, dove la cannabis è legale non solo per scopo curativo, ma anche ad uso ricreativo. L'applicazione per cellulari aiuta gli utenti a scegliere tra 800 tipi diversi di marijuana e prodotti correlati, oltre a fornire indicazioni sui punti vendita legali più vicini. La pubblicità arriva a margine di un editoriale, firmato dall’intera redazione del Times, che invitava il Congresso a legalizzare la cannabis su tutto il territorio degli Stati Uniti. Il New York Times non è il primo giornale che si schiera apertamente a favore della marijuana libera, ma la scelta ha fatto parlare. Le leggi americane vietano la pubblicizzazione dei servizi che offrono la vendita della cannabis, ma la reclame di Leafly, che era già precedentemente apparsa su un giornale di Seattle, faceva riferimento solo alla app e non ai prodotti che questa consiglia. La promozione recita "Just Say Know" e sul sito web l'azienda creatrice dell'app spiega:"Vogliamo aiutare i pazienti newyorkesi a saperne di più sulla cannabis per scelte di consumo responsabili sui prodotti che meglio si adattano alle loro condizioni di salute. - e aggiunge - I pazienti hanno bisogno di un portale informativo affidabile e completo e crediamo realmente che Leafly possa essere una risorsa per loro". Linda Zebian, portavoce del New York Times, ha affidato al Wall Street Journal la sua risposta alle numerose critiche che si sono levate contro il Times:"Accettiamo pubblicità per prodotti e servizi che sono legali e se viene incontro ai nostri standard di accettabilità". Il co-fondatore di Leafly, Cy Scott, si dichiara soddisfatto: "Abbiamo avuto un sacco di risposte positive dalla pubblicità di Seattle, e questa è una sorta di continuazione".All’inizio dell’anno New York è diventato il 24esimo stato che ha legalizzato la marijuana a fini medici, sotto precise condizioni. Diversamente, l’uso e il possesso di cannabis restano illegali.

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