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L'editoriale

La ruota della sfortuna può rottamare Renzi

7 Agosto 2014

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"A fine anno saremo molto più vicini all’uno per cento di crescita del Pil che non allo 0,8". "Meglio essere un po’ più prudenti all’inizio e poi lasciarsi andare, cosa che scommetto avverrà. Ieri l’agenzia di rating Moody’s ha detto che l’Italia può crescere fino al 2 per cento". Le due frasi riportate sono di Matteo Renzi, che le pronunciò rispettivamente il 29 aprile e il 9 maggio di quest’anno, cioè circa due mesi dopo essersi insediato a Palazzo Chigi e aver preso visione della situazione contabile dell’Italia. All’epoca il premier era ottimista e ancora confidava in una ripresa dell’economia nazionale, anche per effetto del famoso bonus di 80 euro? Può essere. Peccato che anche il 21 luglio, cioè poco più di due settimane fa, Renzi ancora si dimostrasse convinto di poter raggiungere l’obiettivo annunciato: "Il Pil aumenterà di un punto percentuale entro la fine dell’anno", dichiarò infatti commentando i dati relativi alle esportazioni.
A distanza di quindici giorni si capisce però che il presidente del Consiglio sbagliava clamorosamente le previsioni. Ieri infatti l’Istat ha diffuso la percentuale del Pil registrata nel secondo semestre dell’anno in corso. E, paradossalmente, invece di aumentare, il Prodotto interno lordo è calato, certificando la recessione in atto. Già era accaduto nel primo trimestre, con una flessione dello 0,1 per cento, ma da aprile a giugno il fatturato del Paese ha subìto un altro arretramento, pari allo 0,2 per cento, segno evidente che nel mese di giugno non c’è stato nessun effetto 80 euro e dunque aver indebitato l’Italia per varare in fretta e furia un bonus elettorale è servito a Renzi per vincere le elezioni ma non all’economia nazionale per uscire dalla crisi in cui si dibatte dal 2011.

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Commenti all'articolo

  • gale84u

    07 Agosto 2014 - 20:08

    Ma il pargolo mica parlava di pil, ma dgli emolumenti della casta

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  • doberman

    07 Agosto 2014 - 13:01

    Il pil non cresce , questo era abbastanza prevedibile , non è questione di governi o manovre ma bensì di problemi strutturali e ben radicati che frenano ogni possibilità di ripresa , il paese per rimettersi in marcia deve effettuare urgentemente le riforme già in parte avviate , è tardi , colpa del sistema Italia paese dove comandano tutti poi non comanda nessuno ,

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  • bellonetom

    07 Agosto 2014 - 10:10

    Era tutto previsto, Renzi fa le modifiche costituzinali che piacciono a Berlusconi poi va acasa e il Cavaliere riassume il comando della nave Italia. Grazie amici.

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