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Intervista a Ginaluca Mech

Tisanoreica, la mia ricetta è un segreto di famiglia

Tisanoreica, la mia ricetta è un segreto di famiglia

Il signore delle tisane? Non fraintendete, non si tratta di un gentiluomo maturo, presubilmente britannico, una sorta di Agata Christie in versione maschile, ma di un giovane fitoterapeuta italiano (ma anche laureato in lettere), Gianluca Mech, di Asigliano Veneto, che ha ideato la dieta tisanoreica, ormai un cult a livello mondiale, e tradotta in best seller nel saggio “Come dimagrire con la tisanoreica” (Mondatori), presentato di recente alla rassegna “Stintino ChiAma”. La dieta tisanoreica, ipoglucidica, induce nel corpo la chetosi, ovvero un processo secondo il quale l’organismo, non ricevendo carboidrati a sufficienza, e in assenza di zuccheri, brucia i grassi per produrre energia.


Il tutto basato sulla decottopia, ossia sulla assunzione di estratti fitoterapici che aiutano a eliminare le tossine nel corso del dimagrimento e mirano a colpire esclusivamente la massa grassa, mantenendo tonici i tessuti. Tanto che molti vip hanno assaggiato i prodotti “Tisanoreica”, da Sharon Stone a Katie Holmes, da Ornella Muti a Valeria Marini. E si favoleggia di un’antica formula segreta. «Sì, è vero», conferma Gianluca Mech. «Il nostro è un segreto molto simile a quello della Coca Cola, della quale nessuno conosce la formula. Questo per quanto riguarda la tisana da assumere nel corso della dieta, che può oscillare dai 20 ai 40 giorni e si basa sui “Pat”, ossia l’assunzione di piatti tisanoreica da consumare 4 volte al giorno».
Da dove ha origine questo segreto?
«Dall’intuito di alcuni membri della mia famiglia, che furono così abili da assemblare i principi attivi di dieci piante che favoriscono la depurazione del corpo e lo scioglimento dei grassi, per dirla con un termine elementare. Come già facevano i venditori ambulanti che percorrevano le valli cinquecento anni fa».
Ma il successo attuale come ha avuto inizio?
«Con il mio avo Rodolfo Mech, al quale oggi è stata intitolata una via ad Asigliano, che nel 1927 aveva sposato Adelaide Balestra, figlia di Marcello, che conservava il segreto della decottopia. Dieta a parte, furono loro, aggiungendo alcool e zuccheri, a trasformare i loro estratti d’erbe anche nel famoso amaro Balestra. Così pregiato che le bottiglie rimaste sono considerate una “concupita rarità” da collezione. Di recente un esemplare è stato acquistato al prezzo di millecinquecento euro».
Che cosa distingue la tisanoreica da altre diete?
«Dal fatto che siamo gli unici a praticare ricerca scientifica a livello universitario. Tutto per me è iniziato con uno studio sponsorizzato dall’Università di Padova».
Una passione che lei ha portato avanti per ragioni di Dna familiare?
«Sì, ma soprattutto perché ho visto mio padre morire per ragioni di obesità. Colpito da un ictus. Il grasso è un killer, dovremmo ricordarcene ogni giorno».
E questi “Pat” in che cosa consistono?
«Sono molto variati e tutti dotati di brevetto. Ad esempio una giornata può prevedere: un cappuccino, una omelette al formaggio con verdura a pranzo, una crema al cioccolato amaro a merenda e a cena una zuppa alle verdure. Il tutto firmato “Tisanoreica”, (si tratta essenzialmente di fitoestratti) e intervallato durante il giorno dall’assunzione della tisana depurativa, cinque misurini diluiti in acqua».
Quanto costa e quanto si dimagrisce?
«Si possono perdere dai sei agli otto chili, ma ci sono casi in cui si è andati anche oltre. Il costo è di 650 euro per 120 Pat. Alcuni cellulari costano di più».
Il prossimo libro?
«Il problema del cibo in rapporto alla psiche. Una relazione che lascerà molti a bocca aperta».

Bruna Magi

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