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L'editoriale

Due aziende su tre scappano dall'Italia: ecco dove va il nostro Pil

10 Agosto 2014

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La notizia non è di quelle che trovano spazio in prima pagina. Anzi, molti giornali l’hanno pure ignorata in quelle interne. E però è la chiave di tutto. In particolare è la spiegazione di un fallimento: quello di Matteo Renzi e di chi è venuto prima di lui. Di che si tratta? Di una nota, anzi di un inciso, dentro una ricerca fatta da Mediobanca sui principali gruppi industriali italiani. L’analisi, che viene pubblicata periodicamente dalla banca d’affari milanese, spiega che il 67 per cento della produzione Made in Italy non è fatto in Italy ma altrove. In pratica di italiano nella produzione spacciata per tale c’è soltanto l’etichetta. Attenzione: non siamo di fronte alla solita fabbrica delle frodi, ovvero a merce contraffatta ma spacciata per autentica. Siamo dinanzi a merce regolarmente prodotta dai marchi titolari e che tuttavia non esce da stabilimenti nazionali, bensì da unità produttive dislocate altrove. Nell’Est Europa oppure in Asia, là cioè dove i costi industriali sono più bassi e le tasse più favorevoli. È il fenomeno della delocalizzazione di cui si è parlato per anni. Attenti, a causa delle troppe imposte e degli eccessi sindacali le aziende se ne vanno, scrivevamo. Bene, dopo un decennio trascorso a lanciare allarmi (ricordiamo l’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta che criticava i colleghi duri a capire cosa stava succedendo e aggiungeva: che faremo quando le imprese se ne andranno, organizzeremo dei charter per portare i lavoratori? ) adesso il trasloco è compiuto: il 67 per cento del Made in Italy viene fabbricato da operai che non sono italiani e probabilmente le tasse non sono pagate in Italia.

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Commenti all'articolo

  • livio.lazio2000

    12 Agosto 2014 - 07:07

    Ormai la politica italiana è impegnata solo per assicurare il vitalizio ai politici e il piatto di lenticchie ai loro lacchè... Anzi, da come ragionano i privilegi li pretendono anche.

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  • carlooliani

    12 Agosto 2014 - 07:07

    Gli italiani vadano a chiedere lavoro alla Camusso e all'aricolo 18.

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  • encol

    11 Agosto 2014 - 20:08

    Come dargli torto . Qualunque imprenditore è letteralmente terrorizzato dal modo di condurre del ballista fiorentino. Chi tra loro può cerca altri lidi dove poter investire nella propria azienda , se occorre ma senza il patema del non sapere come andrà a finire. L'incertezza è il primo nemico dell'impresa.

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