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Malagiustizia

Investì un bimbo di due anni, bulgaro ai domiciliari dopo due mesi

Investì un bimbo di due anni, bulgaro ai domiciliari dopo due mesi

Sono stati concessi gli arresti domiciliari al 37enne bulgaro arrestato dalla polizia con l’accusa di essere il "pirata" della strada responsabile della
morte di un bimbo di tre anni che il 22 giugno scorso fu travolto da un’auto mentre attraversava le strisce a Ponte Nuovo, nel Ravennate. L’uomo, come conferma il suo avvocato Gianluca Brugioni di Rimini, è uscito dal carcere ieri pomeriggio. Determinante per il gip, che ha accolto la richiesta della difesa per la concessione della detenzione domiciliare, è stata l’istanza di patteggiamento presentata il 14 agosto.


Un’istanza, ha spiegato l’avvocato, che riconosce tutti e tre i reati contestati al 37enne: omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza. L’udienza è fissata dopo l’estate. Il piccolo Gionatan fu travolto dall’auto pirata sotto gli occhi dei genitori e del fratellino maggiore mentre stava attraversando la strada in prossimità di un passaggio pedonale proprio sotto la sua abitazione. 

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Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    23 Agosto 2014 - 15:03

    La legge italiana, la vergogna dell`europa. Un italiano in Germania.

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  • zaboni

    23 Agosto 2014 - 14:02

    sono della stessa idea della sig.ra Beccalossi e pure milioni di Italiani.Non dobbiamo aver paura di esprimere le ns. idea anche se una minoranza di ipocriti domina sulla maggioranza silenziosa

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  • rendagio

    23 Agosto 2014 - 14:02

    E' andata bene che è morto, se fosse rimasto vivo, nel cso fosse stato mio figlio,non avrei avuto problemia eliminarlo personalmente , prima he la sporca giustizia italic, fatta da molti magstrati m Mafiosi e copmunisti l lo avrebbero assolto....

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  • wall

    23 Agosto 2014 - 09:09

    Non particolarmente giusto se i domiciliari sono in Italia. Magari al paese suo per sempre in quanto assassino di un bimbo. Questi stranieri non conoscono il codice stradale italiano. Chiusura delle frontiere e fuori dal trattato di schengen una rovina umanitaria dei nostri territori.

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