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Guerra online

Isis: la guerra informatica dei jihadisti per svuotare i conti correnti

Isis: la guerra informatica dei jihadisti per svuotare i conti correnti

I jihadisti dell'Isis alzano il tiro. Non solo carneficine e teste mozzate, adesso i terroristi puntano alla guerra via web affidandosi alle mani esperte degli hacker. Secondo alcuni esperti del web, nonostante l’Isis sembrerebbe avere due miliardi di dollari in cassa, non avrebbe nessuna unità dedita alla guerra cibernetica. Ma Stefano Mele, intervistato dall'Huffingtonpost, avverte che un pericolo esiste ed è più legato ai crimini contro istituzioni finanziarie e cittadini che utilizzano account di banca e servizi di pagamento online. Junaid Hussain, 20 anni di Birmingham è stato fermato dalla polizia inglese perchè avrebbe creato un gruppo criminale con lo scopo di rubare soldi da conti online per finanziare l’Isis.

Il rischio - Il pericolo è che gruppi, che non risiedono direttamente in Iraq o Siria, possano organizzarsi per compiere attacchi informatici. Naturalmente l’Italia è un target importante, visto che il nostro paese ha offerto il proprio supporto contro l’organizzazione Isis attraverso il rifornimento di armi e munizioni ai curdi.

Come difendersi - I principali target diventano così i siti maggiormente visitati e targhetizzati per visitatori, come potrebbero essere appunto i quotidiani, i siti di annunci, forum, siti istituzionali e ovviamente i social media, anche se questi ultimi dispongono di maggiori protezioni. Per evitare amare sorprese è consigliabile ridurre al minimo i pagamenti online. Transazioni che lasciano tracce sul web e che potrebbero mettere a rischio i dati dei conti online. Sarebbero proprio i conti correnti che permettono transazioni sul web quelli che sono più esposti al rischio di un attacco hacker dei filo-jihadisti. Un altro accorgimento utile potrebbe essere quello di fare acquisti o transazioni attraverso siti certificati che assicurano un certo livello di protezione durante le transazioni. Più il portale è affidabile più alte sono le barriere di protezione per i circuiti che autorizzano le transazioni. 

Le operazioni per la sicurezza - L’Italia che dispone di gruppi informatici specializzati che fanno riferimento ai nostri servizi segreti dovranno fare un gran lavoro. Non soltanto cercare di evitare attacchi a siti strategici, ma partire immediatamente alla ricerca di coloro che, anche dal nostro paese, hanno deciso di arruolarsi digitalmente. Un piccolo esercito che minaccia direttamente i nostri risparmi. 

 

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Commenti all'articolo

  • iveco3512

    15 Marzo 2015 - 16:04

    non utilizziamo on line e permettiamo a tutti i cittadini italiani di prelevare all spotello tutto cio che vogliamo senza limiti

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  • milibe

    24 Agosto 2014 - 13:01

    isis? andate affanc…! non se ne può più solo fanatici via dall'Italia tutti quelli che arrivano sulle coste del sud via via via

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  • fausta73

    24 Agosto 2014 - 13:01

    ma dialoghiamo con questi terroristi! Cosa vogliono, il numero del conto corrente? Diamo l'IBAN dI DIBA, per cominciare

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  • lorenvet

    24 Agosto 2014 - 12:12

    Meglio il vecchio e caro contante, altro che pagamenti online! Nella seconda guerra mondiale le sole navi che arrivavano in Libia senza essere affondate erano quelle poche italiane che prendevano ordini in forma cartacea, chi si affidava al sistema tedesco Enigma, decrittato dagli alleati, finiva in fondo al mare.

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