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Docce gelate

Ice Bucket Challenge, Selvaggia Lucarelli: "Che errore le secchiate di fango su Vip"

Selvaggia Lucarelli

Visto che in Italia, al contrario che in America, l’ice bucked challenge ha finanziato più la lotta di classe che quella alla Sla (donazioni scarsissime ma copiosissimi insulti ai personaggi noti che hanno fatto la doccia), vorrei chiarire una volta per tutte che il concetto di invidia sociale, quando si parla di personaggi noti, è alimentato sì da molta frustrazione personale, ma pure da moltissimi pregiudizi che, una volta smontati, potrebbero permettere a tutti di vivere più sereni. Per questo, prima che da una secchiata d’acqua si passi alle ghigliottine in piazza, eccovi un piccolo e rassicurante vademecum sul concetto di «vip» per chi impone gli straordinari alla propria bile all’idea che esista, appunto, la categoria «vip» mentre il resto dell’Italia non arriva a fine mese.

A) intanto, è necessario stabilire che i vip intesi come categoria unica, esistono solo se quella categoria racchiude coloro che godono di una qualche notorietà. E basta. Perché l’unica caratteristica che può accomunare una Anna Tatangelo e un Gino Paoli è, appunto, il fatto che siano noti, non certo che abbiano lo stesso conto in banca, gli stessi meriti, la stessa storia professionale, la stessa provenienza. In fondo, non fanno neanche lo stesso mestiere. Uno fa musica, l’altra le foto davanti agli specchi a figura intera nel corridoio.

B) la notorietà può arrivare e durare una vita o dieci minuti senza fruttare guadagni eccezionali e duraturi. Se non campi di SIAE o non hai messo da parte molti soldi, sei mesi di popolarità perché hai fatto un reality o hai azzeccato un motivetto o sei stata la fidanzata di un calciatore, non garantiscono vitalizi (sempre che il calciatore non sia un po’ pirla e il DNA non ti dia ragione, chiaro). Il mondo dello spettacolo non è una casta come quello della politica. I privilegi durano poco e se non resti sulla cresta dell’onda non solo non ti riservano più il tavolo migliore al ristorante, ma spesso il tuo cachet non arriva alla mancia del cameriere. Quello che la gente fa fatica a comprendere è che le bollette non te le paga la notorietà. Le persone possono ricordarsi il tuo nome ma il direttore di banca non riterrà di doverti coprire un buco di diecimila euro nel conto perché hai superato la nomination contro Fedro del gf dieci anni fa.

C) so che questa notizia genererà stupore, ma anche il 90% dei vip che ritenete ancora in auge perché li vedete in qualche salotto a dare della stronza a una ministra o alla zia di un serial killer, non traggono alcun beneficio economico da quelle comparsate. I famosi gettoni sono rimasti privilegi per pochissimi. Al massimo oggi ti danno due gettoni per una partita a flipper sotto casa. I Fazio, i Santoro, i Floris sono le eccezioni, mica la regola. In tv, a parte i conduttori noti e coloro che hanno un ruolo specifico, gli ospiti vanno tutti gratis. E se non proprio gratis, a delle cifre che probabilmente non raggiungono gli stipendi da impiegati part time. Potreste obiettare che chiunque si offrirebbe di insultare la Mussolini gratis ma questa è un’altra storia. Dirò di più. La questione si allarga ben oltre la tv. Molti scrivono rubriche gratis o quasi, libri gratis o quasi, blog su noti siti gratis o quasi e così via. C’è gente che ritenete milionaria, che invece non guadagna mille euro al mese, ma siccome l’avete vista dalla Venier a parlare della Ducan o della manovra finanziaria o da Vespa a insultare la Mussolini, per voi è vip e i vip si sa, so’ tutti ricchi.

D) altro colpo durissimo. La maggior parte dei milionari in Italia non sono vip. Sono persone di cui non avete mai sentito il nome e di cui non conoscete la faccia. Imprenditori, notai, chirurghi, alti dirigenti, mafiosi, evasori e così via. Insomma, l’autografo lo potete chiedere a Kledi, il prestito a un dirigente dell’Eni, vi conviene.

E) quelli che voi chiamate vip, talvolta si arrendono alle urgenze economiche e decidono di fare mestieri normali. Vedere chi un tempo cantava su un palco dietro al bancone di un bar a fare spremute, genera malinconia. I giornali ci fanno titoloni drammatici. «Era il re della musica giusta e ora è il re dei negroni sbagliati!». Non c’e nulla di male, anzi, ma l’effetto è questo e vi garantisco che se la popolarità generasse bonifici in automatico, in molti si risparmierebbero quella seconda vita lavorativa e la fatica di accettare il tramonto e gli sguardi compassionevoli.

F) infine, è vero che i vip sono mediamente esibizionisti, superficiali, vacui e poco interessati alle questioni sociali, ma se confrontate i profili Facebook o instagram di Melissa Satta e della vostra vicina di scrivania, probabilmente scoprirete che le differenze di sostanza non sono poi così tante. Vedrete gli stessi hashtag, gli stessi outfit, gli stessi selfie, insomma, tutte le stesse boiate di parole, e in qualche caso più like sotto foto di sconosciuti che di presunti vip. Scoprirete che oggi la parola vip non ha più alcun motivo di esistere, perché se prima per diventare vip bastava un reality, oggi è sufficiente un profilo Twitter. La livella, oggi, non è più la morte. È la bocca a culo di gallina. Rasserenatevi. E per le lotte di classe, citofonate alle sedi delle grandi banche o di certe multinazionali, non a Cinecittà, datemi retta.

di Selvaggia Lucarelli

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Commenti all'articolo

  • gnn.destefano

    08 Settembre 2014 - 02:02

    Io credo che chi butta solo fango, e non altro, é perfino troppo buono. E sono i numeri a parlare. In USA l'iniziativa é valsa 40 milioni di dollari. In Italia 200 mila miseri euro! Quindi a cosa é servito l'ice bucket Challenge se non a dare nuovo lustro l'immagine dei vip in questione?

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  • peppedrago

    26 Agosto 2014 - 10:10

    L'invidia è il sentimento più umano che esiste. Un operaio che lavora in fonderia 8 ore al giorno per 1200 euro al mese e un ingegnere nucleare che ne guadagna 1500, cosa dovrebbero provare per una semianalfabeta che sgambetta in tv per 5000 euro, al mese ? Amore ? Quindi è chiaro che dà un certo sollievo assistere alla caduta in disgrazia del Vip di turno. E' meschino ? No, è semplicemente umano.

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  • blues188

    25 Agosto 2014 - 11:11

    Quasi quasi faccio una donazione ai poveri Vip. La signora è stata convincente, ma poco esaustiva.

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  • Garrotato

    25 Agosto 2014 - 10:10

    "I Vip dalla A alla F", di Selvaggia Lucarelli. E chi se ne fotte dei Vip, dei presunti Vip, dei sedicenti Vip, degli apparenti Vip, dei Vip decaduti e di Selvaggia Lucarelli?

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