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La rilevazione dell'Istat

Italiani sempre più sfiduciati: il potere d'acquisto delle famiglie a -13%

Italiani sempre più sfiduciati: il potere d'acquisto delle famiglie a -13%

Sempre più giù la fiducia dei consumatori italiani. Ad agosto l’indice calcolato dall’Istat diminuisce a 101,9 da 104,4 del mese precedente: il peggioramento, il terzo consecutivo, interessa tutte le diverse componenti e segue le diminuzioni rilevate a giugno e luglio. Il calo della fiducia deriva soprattutto dalla componente economica, che scende a 107,6 da 114,2, mentre quella riferita al quadro personale passa a 100,1 da 101,2. Gli indici riferiti al clima corrente e futuro diminuiscono, rispettivamente, a 101,5 da 104,0 e a 103,4 da 106,2. Riguardo alla situazione economica del Paese, i giudizi sulle condizioni attuali peggiorano: il saldo passa a -91 da -79; anche per le attese si rileva un peggioramento: il saldo passa a -7 da 6. Quanto alla disoccupazione si attendono aumenti: il saldo cresce, infatti, a 56 da 53.

Potere d'acquisto ai minimi - Preoccupate le associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef «le condizioni economiche delle famiglie peggiorano in maniera allarmante». Secondo le due organizzazioni, il potere d’acquisto delle famiglie «dal 2008 ad oggi è diminuito di oltre il 13,4% e i consumi, nel solo biennio 2012-2013 sono scesi del -8,1%. Una crisi della domanda di mercato che continua a ripercuotersi pesantemente sull’intero sistema economico, trascinando al ribasso produzione ed occupazione». I dati Istat «fanno temere un autunno nero sul fronte dei consumi degli italiani», commenta il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che aggiunge: «Se non c’è fiducia i cittadini saranno portati a rimandare gli acquisti a tempi
migliori e a ridurre all’indispensabile i propri consumi». Un autunno difficile lo prevede anche Confesercenti, secondo cui «gli italiani si preparano a stringere ulteriormente la cinghia. Se non si interverrà per invertire il trend il diffuso clima di incertezza avrà pesanti conseguenze sulle vendite della prossima stagione, assestando un nuovo, duro colpo alla domanda». I numeri dell’Istat «sono dati che sembrano confermare che la ripresa europea, se mai c’è stata, si è arenata, mentre l’Italia si muove lungo un profilo di strisciante stagnazione» commenta Sergio De Nardis di Nomisma. Anche i consumatori tedeschi iniziano a dare segni di preoccupazione: la fiducia cala per la prima volta in oltre un anno e mezzo, in un clima di preoccupazione sempre maggiore per gli effetti delle sanzioni alla Russia e altri conflitti a livello internazionale.

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    28 Agosto 2014 - 12:12

    Se aveste letto un mio articolo del 2013, mai pubblicato, avreste potuto constatare che quanto scrivevo allora erano parole, per nostra sfortuna e dabbenaggine, profetiche. In poche parole dicevo che le varie speculazioni sui prezzi in corso, approfittando dell'introduzione dell'euro e dell'abolizione del doppio prezzo, avrebbero portato alla deflazione ed alla catastrofe della nostra economia.

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  • massimo1954

    28 Agosto 2014 - 11:11

    La botta finale,è stata data dalle tasse sulla prima casa anche non di lusso.C'è gente che si ritrova con una casa di grande dimensione acquistata quando c'erano i figli e oggi,con solo marito e moglie o ancor peggio:un solo coniuge,ha elevate spese di tassazione e gestione con l'impossibilità di venderla a prezzi di mercato.

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    • osicran2

      28 Agosto 2014 - 12:12

      L 'aggravio delle tasse su immobili e case di abitazione è una delle più importanti cause del degrado industriale ed economico in Italia.

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  • Alobalo

    27 Agosto 2014 - 16:04

    Possono fare riforme, controriforme e quel che vogliono: gli italiani non credono piu' nell'Italia, e' stato messo in carcere il centro destra ossia l'ideologia dei piccoli investitori privati: colpe e ricriminazioni sono solo retorica... quel che tuttti vogliono oggi e' un sicuro lavoro statale senza compromessi: il destino e' poverta' e restrizioni come nelle classiche economie socialiste. SAD

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    • osicran2

      28 Agosto 2014 - 12:12

      Tutto giusto quello che scrivi! Ed io aggiungo: "Un lavoro statale sicuro e senza compromessi? Ma siamo sicuri che ci saranno le risorse per pagare i loro stipendi?".

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