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L'invasione islamica

Roma, chiude la scuola coranica scovata da "Libero" nel municipio

Roma, chiude la scuola coranica scovata da "Libero" nel municipio

La moschea con annessa scuola coranica di Tor Pignattara, quartiere di Roma Sud, da ieri non occupa più l’ex sala consiliare del VI (oggi V) municipio capitolino. Libero, domenica scorsa, in un ampio reportage, aveva evidenziato come nell’aula con il ritratto del presidente Giorgio Napolitano e i drappi della Repubblica italiana e del Comune, si indottrinassero i bambini con i versetti del Corano e si pregasse Allah senza rispettare nemmeno le norme di sicurezza.

Ebbene ieri mattina Alì Ambar, cinquantunenne commerciante bengalese e responsabile dell’«associazione culturale islamica Jame Masjd», ha restituito al presidente del V municipio Giammarco Palmieri le chiavi della sala, ha tolto lo striscione all’ingresso con il primo versetto del Corano e i teloni blu su cui i fedeli si inginocchiavano a pregare. Ambar a Libero aveva annunciato che avrebbe chiesto la proroga dell’utilizzo dell’ex consiglio di zona per il suo improvvisato luogo di culto, ma ieri mattina vi ha rinunciato. Anche per le polemiche suscitate dal nostro articolo. Infatti avevamo denunciato lo sforamento della capienza massima stabilita dalle autorità e avevamo riportato le dichiarazioni dello stesso Ambar che ammetteva la frequentazione da parte di fondamentalisti della moschea fai-da-te.

Ma come era stata possibile la trasformazione di una sala consiliare in tempio islamico? A inizio agosto le autorità avevano posto i sigilli al centro di Ambar allestito dentro a un garage, per abuso edilizio e mancato cambio di destinazione d’uso. A quel punto Palmieri aveva offerto l’aula pubblica. «Se sono pentito di quella scelta?» ragiona il mini sindaco del Pd con Libero. «No. In un altro periodo dell’anno non sarebbe stato possibile offrire quello spazio, ma ad agosto sì.

In ogni caso adesso tornerà a disposizione del quartiere». Non potevate almeno togliere l’immagine di Napolitano e le bandiere? «Non ci abbiamo pensato perché riteniamo che la foto del Presidente e i drappi non possano essere di pregiudizio per nessuno nel nostro Paese». Su questo siamo perfettamente d’accordo, ma non ci sono troppe moschee nella vostra zona? Noi ne abbiamo contate nello spazio di un incrocio almeno cinque. «È vero, ce ne sono troppe, ma non danno fastidio per il loro numero, ma perché non sono inquadrate come luoghi di culto e per questo non offrono le necessarie garanzie di sicurezza e salubrità. Parlerò con il sindaco Ignazio Marino per trovare una soluzione». E quale potrebbe essere? «Credo che in un quartiere con una presenza così forte di islamici occorra individuare un’area adatta allo svolgimento delle loro funzioni religiose.

Per me è necessario realizzare un nuovo luogo di culto. È un tema che non può più essere eluso». Quindi per Palmieri la ricetta contro la proliferazione di micromoschee è una nuova struttura più grande. Di questo dovrà convincere anche i suoi elettori. Quante alle scuole coraniche, il presidente non sembra in pensiero per l’indottrinamento anche prescolare dei bambini con il testo del Corano e per il contenuto antioccidentale del libro sacro: «Quei piccoli sono di religione islamica e imparano i loro testi. Non ci trovo nulla di preoccupante». Un ex consigliere aggiunto del municipio, di origine bengalese, aveva chiesto classi separate per maschi e femmine a partire dagli asili. «Io non so se si fosse spiegato male, ma gli abbiamo detto “che stai a di’». Libero nel suo reportage aveva denunciato anche le mancanze strutturali e igieniche di queste madrase per bambini. «Io personalmente non ci sono mai stato, ma sicuramente chiederò una verifica alla asl della situazione da voi segnalata» ribatte.

Palmieri accetta il confronto, ma taglia il capello in quattro, prova a non prendere posizioni scomode, in perfetto stile politically correct. Ecco come ha risposto alla domanda sui burqa, tanto in voga a Tor Pignattara (anche se lui non sembra essersene accorto): «Ha visto dei burqa in giro? Ah. Comunque sono d’accordo con lei sul fatto che in Italia non si possa girare con il volto coperto e che il velo non possa essere un’imposizione per nessuno. Ma bisognerebbe fare un discorso molto ampio. Se fosse una libera scelta andrebbe rispettata». Difficile pensare a donne desiderose di seppellirsi sotto un velo se non dopo un lavaggio del cervello o una violenza.

Di certo, di fronte all’articolo di Libero, prende una posizione più netta il consigliere regionale Fabrizio Santori: «A Roma tra centri di culto e madrase travestite da associazioni c’è l’anarchia più totale. Buona parte di queste strutture non ha alcun requisito per ospitare centinaia di fedeli. Molte nascono in garage e non sappiamo nulla di quanto accada al loro interno, se non che i bambini vi vengono indottrinati. Alcuni locali sono di proprietà degli islamici, ma quasi sempre ignoriamo con quali fondi siano stati acquistati. Per questo chiediamo l’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine per fare chiarezza su questi punti oscuri». Intanto, da domani, nell’ex sala consiliare di Tor Pignattara, anche grazie a Libero, potranno tornare a riunirsi associazioni di pacifici cittadini e comitati di quartiere.

di Giacomo Amadori

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Commenti all'articolo

  • IlCorretto

    03 Settembre 2014 - 17:05

    Be, allora verifichiamo tutte le misure di sicurezza nelle varie chiese cattoliche, nelle sinagoghe ebraiche e in qualunque altro tipo di luogo di ritrovo, che sia di culto o meno. Sanzioniamo e chiudiamo le chiese quando superano la capienza massima in occasione di matrimoni, funerali e altro..... giusto chiudere e sanzionare la moschea se ha violato le norme amministrative, ma vale per tutti!

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    • ebuy2009-facebook

      04 Settembre 2014 - 16:04

      Con risposte così poi ci si chiede perché sti balubba in Italia fanno come gli pare

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  • ghepardo50

    03 Settembre 2014 - 09:09

    perseguire penalmente gli stranieri è pericoloso in tutti i sensi

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  • IlGrilloParlante9

    03 Settembre 2014 - 09:09

    Continuate a votare a sinistra così ve li ritroverete anche dentro casa! Ma non vedete come hanno ridotto Roma? Peggio di una casbah. Purtroppo noi italiani siamo un popolo che si agita solo quando viene toccato direttamente, altrimenti se ne frega dell'interesse comune. A volte mi vergogno di essere italiano. Per un Patriota è duro vivere qui.

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  • encol

    03 Settembre 2014 - 08:08

    Scommetto che il sindaco NON NE SAPEVA NULLA

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