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HOLODOMOR: IL GENOCIDIO DIMENTICATO

Si parla solo dell’Olocausto degli ebrei in Germania. Pochi conoscono lo sterminio che i Russi hanno attuato in Ucraina.

 

Tra i “pezzi” di una terza guerra mondiale che si sta consumando e che sta logorando l’umanità, la porzione che riguarda l’Ucraina è certamente quella più vicina alla nostra storia ed agli stessi principi cardine della nostra democrazia occidentale. Certo quel Paese non produce petrolio come la Libia o l’Iraq, certo non rappresenta un intralcio politico alle mire egemoniche del nuovo imperialismo economico europeo ed americano, certo l’Ucraina non coltiva i germi deleteri di un integralismo che mina la pace nel mondo cristiano; insomma è un Paese che non suscita grandi appetiti o grandi ostacoli per la politica occidentale globalista basata sul profitto; è un dossier di scarso interesse nella strategia mondiale e quindi può essere facile preda del vecchio e mai sopito revanscismo sovietico: quello di un nuovo zar che vuole distruggere l’integrità di quel Paese attraverso l’annessione alla Russia delle regioni a più alta capacità industriale. Eppure la storia del nostro Paese si è incrociata con quella dell’Ucraina. Ai tempi di Cavour molti italiani del corpo di spedizione comandato dal Generale Alfonso La Marmora caddero nella penisola di Crimea, a fianco delle truppe francesi ed inglesi per fermare l’aggressione russa contro i paesi del decadente impero ottomano. Più recentemente le forze armate italiane furono fra quelle che occuparono l’Ucraina durante la sciagurata campagna di Russia. La storia recente dell’Ucraina è fatta di sofferenze e di patimenti di cui il dramma di Chernobyl fu solo il faro che illuminò, per un attimo, una realtà che fece tremare il mondo intero. Nonostante una “vicinanza” storica pur fatta di chiaroscuri, dell’Ucraina e dei suoi drammi si sa poco; circa 60 anni di appiattimento sull’impero sovietico hanno fatto cadere in una specie di colpevole oblio, fomentato da tanti piccoli e grandi comunismi occidentali, l’esistenza di un Paese di circa 50 milioni di abitanti a noi geograficamente molto vicino. Tutto il mondo sa di che cosa si tratta quando si parla dell’ Olocausto, tutti conoscono mille dettagli della storia dello sterminio degli ebrei in Germania, se ne è scritto tanto, se ne sono fatti film e se ne commemora ogni anno il ricordo in tutto il mondo. Pochi sanno che in Ucraina si è consumato, quasi contemporaneamente, quello che può essere ritenuto senza dubbio, il più orribile dei genocidi mai posti in essere da parte di una nazione nei confronti di un’altra. E’ conosciuto con il nome di Holodomor che in Ucraino significa “infliggere la morte con la fame”; avvenne durante la più terribile fase di consolidamento del potere sovietico. Nell’anno 1932 Stalin ordinò la collettivizzazione agraria nella Repubblica Sovietica di Ucraina, che era considerata il granaio d’Europa per la sua florida agricoltura, gestita da piccoli proprietari, i Kulaki; quelli che in Italia chiameremmo coltivatori diretti. Ai primi tentativi di resistenza, in difesa della proprietà privata, il regime fu spietato nei confronti dei 10 milioni di contadini. Per piegarli, l’ordine fu quello di ridurli alla fame. “I bolscevichi avevano creato delle brigate speciali - racconta Oleksandra Ovdiyuk, una delle sopravvissute - ciascuna composta da sette persone. Le brigate viaggiavano su carri trainati da cavalli ed erano tanto impudenti da razziare i villaggi confiscando dalle case dei contadini i fagioli, il grano, e tutto il cibo nascosto. Gli stessi carri venivano anche utilizzati per portare via i cadaveri”. Chi si opponeva veniva preso e spedito nei gulag da cui non faceva più ritorno. A Targan, una cittadina agricola a 120 chilometri a sud di Kiev, tra il 1932 e il 1933, più della metà della popolazione morì letteralmente di fame. Il metodo era scientifico: i confini dell’Ucraina vennero letteralmente sigillati in modo che niente e nessuno potessero attraversarli. Vennero confiscati tutti i prodotti agricoli e tutti i carburanti presenti sul territorio ucraino ed ebbe inizio quello che la storia ricorda come l’olocausto ucraino: una sistematica eliminazione per fame di circa sette milioni di contadini, una scellerata campagna di morte che durò per due anni fino alla totale eliminazione della classe sociale dei piccoli proprietari e l’affermazione completa del comunismo stalinista in Ucraina. Due anni lunghi come una vita; due anni fatti di mille storie di atroci sofferenze per uomini, donne e bambini, storie fatte di morte per fame fino ai tanti casi di cannibalismo. Due anni che la coscienza dell’Europa democratica non deve rimuovere dalla propria storia. La comunità internazionale sta gradualmente prendendo posizione sul riconoscimento dell'Holodomor come genocidio, o più in generale, come crimine contro l'umanità. Nel quadro delle organizzazioni internazionali vanno elencate le risoluzioni adottate da: Assemblea del Baltico, Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Consiglio d'Europa, OSCE, Parlamento Europeo e l'UNESCO. Decine di nazioni, Stati Uniti in testa, hanno formalmente riconosciuto l’Holodomor come genocidio commesso dall’Unione Sovietica nei confronti della Repubblica di Ucraina. Il Parlamento Italiano non lo ha ancora fatto. Una dimenticanza? Eppure la popolosa comunità Ucraina nel nostro Paese ricorda, come ha fatto in occasione della commemorazione dell’80mo anniversario dell’Holodomor, al popolo che la ospita ed al mondo intero, che esiste un olocausto ucraino con cui bisogna fare i conti nel riscrivere la storia europea. O forse non è una dimenticanza, ma i postumi di una malattia della memoria che ha fatto in modo che in questo Paese non si conoscesse, per tanti anni e certamente non si conosce ancora, la storia completa della resistenza, che venissero ignorate le colpe degli alti dirigenti del PCI, componenti dell’Internazionale Comunista, che si erano stabiliti a Mosca proprio negli anni dell’Holodomor ucraino; oppure che le Foibe fossero la tomba di migliaia di italiani, colpevoli di essere italiani. Storia è passata e come tale è storia; come tale deve essere analizzata con il necessario distacco dalla cronaca e da qualsiasi ideologia. Una storia che deve essere raccontata alle nuove generazioni in una completezza che includa anche una vicenda che l’Europa ha vissuto in un silenzio tragicamente colpevole, una vicenda che si può considerare fra le più grandi tragedie dell’umanità: l’Olocausto Ucraino, la morte per fame di milioni di persone, che ebbe luogo negli anni 1932-33 per mano del più sanguinario dei regimi politici: quello sovietico.
Sergio Franchi

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Commenti all'articolo

  • rocc

    07 Settembre 2014 - 19:07

    ha ragione Parmenide, quindi più che i russi, i comunisti. Attenzione. Il terribile Holodomor si celebra comunque il 25.11.

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