Cerca

In picchiata

McDonald's in crisi: silurato (ancora) il boss negli Usa

McDonald's in crisi: silurato (ancora) il boss negli Usa

Per la seconda volta in due anni è stato rimosso il capo della divisione Usa di McDonald's. Tempi duri per il colosso del fast food. Vendite e utile netto in continuo calo, sia negli Usa sia in Europa. Incidono i rapporti geopolitici con Cina e Russia e la globalmente dilagante tendenza salutista. Ma a preoccupare di più è l'abbandono dei giovani fino ai 21 anni (-12,9%), che erano sempre stati il punto di forza.

Vendite a picco - Il compito del nuovo capo della divisione Usa, Mike Andres, sarà quello di raggiungere il non semplice obiettivo di rilanciare il dato delle vendite dopo l'ultimo dato sul secondo trimestre del 2014 che ha registrato il calo più sensibile degli incassi da inizio 2003. McDonald's ha registrato un utile netto di 1,39 miliardi di dollari nel secondo trimestre, in calo dell'1% rispetto all'analogo periodo del 2013. Sul risultato pesa l'arretramento del giro d'affari in Europa e negli Stati Uniti, dove le vendite dei fast food aperti almeno da 13 mesi sono scese dell'1,5%, il terzo calo del fatturato trimestrale consecutivo. Inatteso anche il calo dell'1% dei ricavi in Europa (gli analisti prevedevano un incremento dell'1%). In accelerazione, invece, le vendite in Cina, dove sara' pero' prevedibile un'imminente frenata alla luce del recente scandalo della carne marcia venduta dalla catena nell'ex celeste impero. Tra le compagnie che stanno rosicchiando quote di mercato a McDonald's c'e' Chipotle Mexican Grill, i cui burrito hanno segnato un incremento delle vendite del 17,3% nel secondo trimestre.

Guerra fredda e carne marcia - A incidere sui dati dell colosso del fast food Usa anche gli equilibri geopolitici. Qualche settimana fa lo stesso McDonald's ha fatto sapere che le vendite globali nel 2014 sono "a rischio" dopo lo scandalo del suo fornitore di carne Husi Food, che ha consegnato alla catena Usa dei prodotti scaduti spacciati per freschi. Lo scandalo e' scoppiato in Cina per le rivelazioni di una tv locale e ha costretto McDonald's a ritirare temporaneamente dai suoi menu in Cina e Giappone i Big Mac e le Spicy McWing. McDonald's ammette che lo scandalo ha impattato negativamente le vendite globali di luglio, facendole scendere del 2,5% e avra' riflessi negativi sui risultati di fine anno.

Obiettivo: "millenial" salutisti - Senza contare la dilagante tendenza verso il cibo salutista che ha invaso praticamente tutto il mondo, c'è un altro aspetto da considerare, il più preoccupante per il colosso del fast food. I cosiddetti "millenial", infatti, preferiscono spesso andare a mangiare sotto altre insegne, magari più piccole, ma percepite come più moderne. L'obiettivo di McDonald's dovrà necessariamente essere quello di andarsi a riconquistare una fetta di pubblico che era sempre stato il suo punto di forza e che ora invece può diventare la causa di un suo parziale declino.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog